Parchi archeologici siciliani. Freen Green Sicilia:”politici giu’ le mani dai beni culturali”

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Catania – Quello che resta della pseudo politica cementificatoria parte all’attacco dei parchi archeologici previsti, ma non istituiti, per legge (Catania, Leontinoi, Lilibeo – Marsala, isole Eolie, Himera, Solunto, Monte Jato, Camarina, Cava D’Ispica, Valle dell’Aci, Morgantina, Eloro – Villa del Tellaro, Siracusa, Gela, e Tindari) nel lontano 2000, legge pionieristica e lungimirante che molti ancora oggi ci invidiano, ma solo tre realtà su diciotto (Agrigento, Naxos e Selinunte) fino ad oggi se hanno visto la nascita grazie all’opposizione di una certa politica regionale interessata e obsoleta che in Sicilia stenta a scomparire.  

L’attacco più accanito da parte di certi politici e costruttori è quello che è partito nei confronti dell’istituendo Parco archeologico greco-romano di Siracusa, la città greca più grande d’occidente risalente a oltre duemila anni orsono, solo perché questo è ritagliato dalle mura greche, lunghe ventisette kilometri e costruite da Diogene per difendere la città. Mura che all’interno contengono grandi e unici monumenti come , tra l’altro, il Teatro Greco, l’Orecchio di Dioniso, l’Anfiteatro romano, la Grotta dei Cordari, l’Ara di Ierone, le Latomie del Paradiso, la Tomba di Archimede, la Necropoli a grotticelle, che ogni attirano milioni di visitatori e dunque di ricchezza per la città .

Il solito partito delle colate di cemento, sempre in prima linea quando vi è da accanirsi contro il paesaggio e i beni culturali,- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – non sembra avere (questa è una buona notizia se avranno la forza morale e legge di resistere agli attacchi d’ignoranti interessati) l’appoggio del Sindaco di Siracusa che della Sovrintendenza ai beni culturali della provincia siracusana; cosa che dovrebbe essere normale in una città e in una Regione sensibile. Peraltro in una città che non ha alcun bisogno di nuovi palazzi e villette poiché la popolazione negli ultimi anni è andata sempre più a diminuire e in cui l’edilizia si dovrebbe concentrare sul risanamento degli edifici e sui beni culturali di Ortigia e del resto di Siracusa.

Anche l’Assessore ai Beni Culturali in un’intervista ha dichiarato : “Ho accettato l’incarico di assessore dei Beni culturali da parte del Presidente Musumeci soprattutto per vincere insieme a lui questa sfida: la Sicilia deve avere tutti i Parchi previsti”. Parole che non lasciano dubbi ad alcuno e soprattutto a chi spinge malamente affinchè i parchi archeologici siano ridimensionati e trasformati in palazzi costruiti sopra i beni archeologici come lastra tombale per gli interessi di pochi, ma a danno della storia della città e del suo futuro.

E’ ovvio che non basta istituire i parchi archeologici autonomi previsti dalla legge del 2000, e quelli che lo stesso Assessore vuole inserire arrivando a ventuno, come Scicli, Morgantina e Villa del Casale: questi per esistere non potranno contare solo sugli incassi ma la Regione dovrà prevedere un capitolo di spesa specifica per sostenere e rilanciare tali aree archeologiche evitando tra l’altro inutili e costosi incarichi esterni ma contando sulle professionalità già esistenti dentro la Regione e dunque dentro le Sovrintendenze provinciali alle quali potrebbe essere data la gestione, risparmiando così decine di milioni di euro ed evitando, come accade da tempo in numerosi siti archeologici, la loro chiusura periodica per mancanza di fondi per pagare il personale.