La Filca Cisl si prepara allo sciopero nazionale degli Edili di venerdì prossimo. «Avviare subito i cantieri dei patti per rilanciare il settore»

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A Roma con le magliette “Si ponte”. «E’ l’unica grande spinta all’economia di tutto il sud Italia»

Messina – Serve attivare da subito tutte le procedure necessarie per non farsi sfuggire le opportunità di sviluppo economico e sociale per il territorio e dare ossigeno al settore edile in provincia di Messina. A dirlo, nel corso dell’Assemblea provinciale, è stato il segretario della Filca Cisl Messina, Giuseppe Famiano, ricordando come nell’ambito del Masterplan “Patto per Messina”, si è provveduto alla rimodulazione di progetti che prevedono finanziamenti per circa 330 milioni di euro spendibili per opere da avviare entro dicembre 2021 e che vedono interessati diversi comuni del messinese. «Fondi distribuiti in tutta la provincia e che darebbero una buona spinta all’occupazione» ha detto Famiano.

A Messina, infatti, non si argina l’emorragia occupazionale nel settore delle costruzioni cemento, edilizia, lapidei, legno e laterizi che ha perso oltre 15 mila posti di lavoro che sta vivendo una fase difficile ed angosciante.

«Solo nel settore edile, dal 2008 ad oggi, si registra una perdita di oltre 10 mila posti di lavoro, senza considerare tutto l’indotto che soffre per le medesime conseguenze», ha sottolineato il rappresentante degli edili della Cisl. «Il monte salari registrato in Cassa Edile – ha aggiunto – è diminuito di oltre il 50%, passando dai 103 milioni di euro del 2008 ai 43 milioni di euro del 2018. Anche le imprese si sono notevolmente ridotte: nel 2008 erano 2835 a fronte delle 1695 del 2018».

I dati delle gare di appalti pubblici nel 2018 non fanno sorridere: «hanno avuto un declino del 40% rispetto al 2017 e di conseguenza anche gli importi sono diminuiti del 70% rispetto al 2017».

La causa, per la Filca, è da ricercare anche nella carenza di personale tecnico negli Enti locali che ha bloccato l’iter degli appalti pubblici e molte opere già appaltate ed avviate vanno a rilento per la troppa burocrazia.

«Abbiamo sottolineato queste difficoltà in tutte le sedi – ha detto Famiano – e siamo pronti a portarli alla ribalta sulla platea nazionale in occasione dello sciopero indetto da Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil che si terrà a Roma il prossimo 15 marzo».

Da Messina è pronta a partire una nutrita rappresentanza di oltre 200 lavoratori. «Sono lavoratori – il componente della segreteria provinciale della Filca, Francesco Catalano – che non vogliono fare mancare il proprio accorato appello ad una classe politica sorda, assente ed insensibile alla grave situazione economica ed occupazionale che ormai da tempo sconvolge il nostro Paese».

Il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, ha consegnato a Famiano e alla delegazione della Filca messinese che si recherà a Roma le maglie con la scritta Si Ponte da indossare durante lo sciopero nazionale.

«È evidente – ha sottolineato Genovese – come il vero snodo sia rappresentato dalla realizzazione dell’infrastruttura principe che può rappresentare la grande spinta non solo per questo territorio ma per tutto il Mezzogiorno. La costruzione del ponte e di tutte le opere ad esso connesse di cui deve essere corredato il Sud Italia sono ineludibili ed imprescindibili per il riequilibrio socio-economico del Paese. Rigettiamo l’idea che eventuali interventi di messa in sicurezza del territorio, peraltro necessari e dovuti, senza quindi dimenticare o escludere anche quelle legate alle verifiche e agli adeguamenti del rischio sismico per il territorio, debbano o possano sostituire la realizzazione del ponte. Non ci sono opere che determinano un “prima” o un “ma”, la cucitura all’Italia si realizza avviando i cantieri di tutte le opere».