Sesto atto intimidatorio nell’area in cui sorgerà l’asilo nido intitolato a Padre Pino Puglisi

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Palermo – “In pieno giorno, i “picciriddi” hanno per la sesta volta rotto e trafugato la catena e il catenaccio che tenevano chiuso il cancello, che di sera avevo ricollocato alla presenza di una gazzella dei Carabinieri. A nulla è valso l’inseguimento di uno dei militari nei confronti di una ragazza che, sempre di sera, faceva da palo ad un suo complice, che nel frattempo appiccava il fuoco ad una catasta di legna precedentemente preparata.
Vana è stata la promessa di “non farlo più” da parte del ragazzo che ho bloccato mentre tentava di scappare e mentre il Carabiniere inseguiva la ragazza.

Sembra che questa battaglia lo Stato non voglia davvero combatterla a Brancaccio, a difesa del Centro e di quanti vi lavorano da 26 anni; spero voglia vincere la guerra.
Bisogna militarizzare Brancaccio, istallare telecamere e controllare ogni buco del quartiere, scovare chi continua a farsi beffa delle Istituzioni, verificare tutte le attività pseudo-legali che vi sono presenti, elevare contravvenzioni a chiunque posteggi sui marciapiedi. È giunta l’ora della tolleranza zero, così come si fece diversi anni fa a Borgo vecchio.”

Maurizio Artale
Presidente Centro Padre Nostro