Sirti, corteo di protesta a Catania con i lavoratori delle sedi di Sicilia e Calabria. Riunione in prefettura

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Oggi incontro al Mise

Palermo – Corteo di protesta dei lavoratori della Sirti di Sicilia e Calabria ieri a Catania. I lavoratori delle sede Sirti siciliane di Palermo e Catania e dello stabilimento di Catanzaro hanno sfilato fino alla Prefettura della città etnea per dire no agli 833 licenziamenti annunciati a livello nazionale dall’azienda.
In Prefettura una delegazione unitaria delle organizzazioni sindacali, insieme ai lavoratori, è stata ricevuta dal viceprefetto. “Abbiamo chiesto al viceprefetto di riferire al governo la nostra indisponibilità ad accettare anche un solo licenziamento: parliamo di un settore che non in è crisi ma, al contrario, pieno di lavoro – dichiarano i segretari Fiom Cgil Palermo Angela Biondi e Francesco Foti, e Giuseppe Romano, coordinatore Rsu Sirti – Non si può scaricare sui lavoratori il sistema degli appalti e subappalti sempre più al ribasso. È necessario che il governo intervenga, a partire dai gestori della telefonia, ponendo regole al sistema ed è altrettanto necessario che l’azienda apra la discussione. E per farlo, deve sospendere le procedure di licenziamento avviate il mese scorso”.
All’incontro hanno partecipato le organizzazioni sindacali nazionali di categoria, la Fiom Palermo, la Fiom Catania e la Cgil di Catania. Oggi si terrà al Mise il confronto col governo. I lavoratori mantengono lo stato di agitazione e il blocco per viaggi, trasferte e straordinario. Con quella di ieri in Sicilia e Calabria è partita la “settimana della lotta”, con manifestazioni interregionali in tutte le sedi per coprire a scacchiera il territorio nazionale.

Ph:Sirti, la protesta di Catania