Ambiente: il”Global Strike for Climate” rischia di essere una mobilitazione dannosa

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Per la salvaguardia dell’ambiente le aziende italiane hanno già intensificato i loro sforzi: il se l’unico obiettivo è lo sciopero ad oltranza

Roma – Non tutti pensano che lo sciopero per l’ambiente sia la soluzione idonea poiché, fermando la produzione le aziende subirebbero delle perdite enormi. Gli “angeli del business” di BAngel (www.bangel.it), specializzati in analisi di mercato ritengono che occorra cambiare strategia. Ecco il loro pensiero in proposito per salvare l’ambiente senza perdere produttività.

Bangel prende le distanze dalla mobilitazione indetta per il 15 marzo da “Youth for Climate”. «Esprimiamo preoccupazione per una campagna che promuove sì una mobilitazione senza precedenti ma con l’obiettivo di proclamare uno sciopero generale ad oltranza dal 27 settembre 2019 e quindi un’immobilità che potrebbe inasprire il contrasto tra posizioni differenti» commenta il fondatore di BAngel, Giorgio Mottironi.

Gli “angeli del business” di BAngel (www.bangel.it), specializzati in analisi di mercato, business strategy e networking, si mobilitano contro il Global Strike for Climate, semplicemente perché è impensabile che la soluzione sia cercare di fermare il mondo produttivo quando si dovrebbe invece agire per spingerlo nella direzione della transizione energetica dei sistemi produttivi.

«Mobilitarsi per porre al centro dell’attenzione globale il Climate Change è cosa importante, anche attraverso giornate simboliche e con il coinvolgimento della società tutta, civile e produttiva. Ma pensare di aiutare un fenomeno di cambiamento economico e culturale inasprendolo su posizioni di forte contrapposizione, come uno sciopero generale globale ripetuto o addirittura ad oltranza, come si legge sul sito di Earth Strike Italia, significa trasformare ciò che dovrebbe essere fatto per il futuro del Pianeta in una lotta alla ricerca di vincitori e vinti e nessuna sintesi o progresso sarà possibile» avverte Giorgio Mottironi, fondatore di BAngel.

In prima linea per permettere al crowd ed alle aziende di incontrarsi sul percorso del cambiamento verso modelli economici eco-sostenibili, e più energeticamente efficienti, Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma di lending crowdfunding dedicata agli investimenti in questo settore.

«E vogliamo anche precisare -prosegue Mottironi- che l’Italia si conferma al top tra i Paesi le cui aziende prestano maggior attenzione al rispetto dell’ambiente, con investimenti in tecnologie mirate a tal fine che nel 2018 sono ulteriormente aumentati».

Nell’ultimo anno, infatti, secondo un’analisi effettuata da BAngel su dati Istat, gli investimenti realizzati delle imprese industriali italiane per la protezione dell’ambiente sono risultati pari a 1.504 milioni di euro, segnando una crescita del 7% rispetto al 2015.

«Questo sciopero, che dal 27 settembre 2019 dovrebbe diventare uno sciopero generale ad oltranza, pare sia uno sciopero politico, e come tale potenzialmente in grado di inquinare i principi condivisibili su cui si fonda quella mobilitazione sana, globale e trasversale che oggi vede addirittura il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lanciare un accorato appello alle coscienze di tutti per scegliere la sostenibilità ambientale ed energetica anche nelle nostre vite quotidiane» commenta il fondatore di BAngel.

Al contrario di quanto alcune organizzazioni vogliono far credere, sempre più aziende stanno rafforzando i loro impegni sul fronte dell’ambiente, soprattutto in Italia.

Da parte sua BAngel ha stabilito fin dall’inizio di portare a mercato solo soluzioni tecnologiche, innovazione e capitali che consentano una riduzione delle emissioni climalteranti, orientando anche gli investimenti verso un’economia costantemente impegnata nella salvaguardia e nel rispetto dell’ambiente.

«Investire implica sostenere le aziende del nostro portafoglio che -qualsiasi esse siano- hanno un impatto sul climate change, maggiore o minore a seconda dell’azienda e del suo impegno per la tutela dell’ambiente» puntualizza il presidente di BAngel.

Anche investire, insomma, implica scegliere se e quanto contribuire al climate change, a seconda dell’azienda in cui si investe.

Dove investono gli “angeli” di BAngel? I progetti sono tanti, a cominciare da Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma di lending crowdfunding per progetti di efficienza energetica.

«Vogliamo creare, ideare, innovare. Ed intendiamo rivoluzionare un mondo sempre più inquinato e sporco. Ma per noi innovare significa portare avanti un’idea che abbia l’obiettivo di plasmare un futuro sempre più vivibile e sostenibile piuttosto che creare qualcosa di nuovo. Lo scopo è quello di offrire al mercato uno strumento che possa aiutare le generazioni future a preservare il pianeta» spiega Giorgio Mottironi.

Uno degli assi nella manica più innovativi, anche per il Sistema Paese, è ad esempio la tecnologia “Fusion” di Manfredini & Schianchi che BAngel ha subito deciso sostenere assieme ad altri partner altamente qualificati ed esperti del settore, in tutti i nuovi progetti nel settore della produzione industriale ceramica. Questa soluzione tecnologica è stata scelta dagli “angeli del business” per i vantaggi che comporta sia dal punto di vista del processo produttivo che della sostenibilità ambientale.

«Fusion è una vera rivoluzione per la produzione di rivestimenti ceramici, grazie all’abbattimento dei consumi termici e dell’uso di risorse idriche. Questa nuova tecnologia azzera quasi completamente il consumo di gas naturale nel processo di produzione che la coinvolge, oggi estremamente energivoro ed inefficiente, ed annulla di conseguenza le emissioni di CO2» puntualizzano gli ingegneri di BAngel.

Nei prodotti ceramici, Fusion consente di ottenere un granulato a secco che presenta ottime caratteristiche di omogeneizzazione, scorrevolezza e densità, garantendo una perfetta compenetrazione di tutte le materie prime presenti nella formulazione ed una migliore stabilità nelle successive fasi di pressatura, essiccazione e cottura, permettendo di produrre ceramiche da rivestimenti di grande formato, esteticamente perfette, di lusso ma anche dal forte contenuto etico.

E, non meno importante, insieme ad una multinazionale canadese BAngel sta portando sul mercato italiano una soluzione tecnologica che -senza l’aiuto degli incentivi- rende finalmente il fotovoltaico profittevole per le aziende di piccola, media e grande dimensione.

Ancora massimo riservo sul nome del partner canadese, ma si tratta di un colosso già attivo in Nord America, Giappone ed Australia dove la multinazionale ha creato un vero e proprio network globale di aziende per cui il solare è stata un’opportunità profittevole sotto molti punti di vista, da quello economico a quello sociale, essendo stati in grado di abbracciare metodologie di produzione di energia distribuita a “zero emission impact”.