Più di 200 edili il 15 da Palermo a Roma per lo sciopero generale del settore costruzioni

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Il dramma della crisi emerso nelle assemblee preparatorie. “Opere a rischio, mancanza di lavoro, appalti-lumaca”. Treno di edili oggi alle 18,30 alla stazione centrale

Palermo – Ieri si è concluso il ciclo di assemblee unitarie con i lavoratori edili in vista dello sciopero nazionale del settore delle costruzioni del 15 marzo a Roma. Sono state in tutto una ventina le assemblee svolte in aziende come Italcementi, Passante ferroviario, Anello ferroviario, Bolognetta scpa, Coime, e altre piccole realtà territoriali. Saranno in 200 a partire da Palermo, la delegazione più folta raggiungerà Roma in treno, con partenza questo pomneriggio alle 18,30 dalla stazione centrale.

Dalle assemblee è emerso un alto livello di partecipazione e di preoccupazione per il futuro. L’esigenza è quella di fare ripartire al più presto gli investimenti per dare nuovo impulso al settore delle costruzioni – dichiarano i segretari generali di Feneal, Filca e Fillea Ignazio Baudo, Francesco Danese e Piero Ceraulo – I dati del settore sono sempre più negativi, gli operai attivi a Palermo sono crollati del 50 per cento in questi dieci anni. La crisi di tante aziende, i posti di lavoro a rischio e la mancanza di lavoro sono tra le motivazioni che spingeranno venerdì gli edili di Palermo a partecipare alla mobilitazione romana. E poi c’è il tema delle pensioni. A quota 100 pochissimi lavoratori edili potranno accedervi. In Sicilia la media di contribuzione è 27 anni, la precarietà del settore, come è emerso dalle assemblee, non consentirà quasi nessuno a Palermo di raggiungere i 38 anni di contributi”.
Da Palermo arriverà a Roma un Sos forte dal settore delle costruzioni. Un lungo elenco di cantieri infiniti, lavori a rischio incompiuta, sblocco di opere di cui si parla da anni: dal raddoppio del ponte Corleone, al sottopasso di via Perpignano, al raddoppio della tratta ferroviaria Ogliastrillo-Castelbuono, ai depuratori, agli interventi di messa in sicurezza del patrimonio artistico e architettonico alle nuove linee del Tram. “Troppe da noi le opere che rischiano di non essere completate e lunghissimo l’elenco di altre che non riescono ancora a vedere la luce – aggiungono Baudo, Danese e Ceraulo – Scontiamo un ritardo infrastrutturale che continua a determinare un divario troppo netto tra Nord e Sud del Paese”.