Lavoro e Diritti

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Piu’ circolano le idee e piu’ siamo liberi e forti

Bagheria (Pa) – Sindacato C.I.I.S.A.: a proposito dell ‘aggressione di una insegnante alla Diaz di Palermo trovando una grande forza morale nelle parole della Dott. Maria Altomonte Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico regionale della Sicilia.

A seguito di quanto avvenuto presso la scuola Diaz di Palermo dove una insegnante ha preso un pugno, riporto testualmente integralmente le dichiarazioni segnate con virgolette sul Giornale di sicilia (pag.20) del 17 marzo scorso, dichiarazioni che il Direttore Luisa Altomonte ha pronunciato a seguito del triste fatto: “Senza entrare nello specifico del caso, purtroppo simile a tanti altri successi in questi ultimi mesi da Nord a Sud d’Italia temo che si stia spostando l’attenzione del processo educativo completamente verso la scuola, esautorando le famiglie . La scuola ha il compito di insegnare ai ragazzi a confrontarsi con il mondo, a sperimentare e imparare nuove nozioni, diventare soggetti attivi nella società ma i genitori hanno l’obbligo di insegnare qualcosa che forse è anche piu’ importante ovvero rispettare gli altri. Invece, sempre piu’ spesso i genitori si comportano come se fossero sindacalisti dei figli e non adulti che, invece, dovrebbero esercitare con autorevolezza il loro ruolo.

L’adolescenza è il periodo formativo per eccellenza con tutti gli alti e bassi di quell’età e assistere a scene del genere per un giovane non è certo costruttivo. Ognuno di noi semplicemente è chiamato a fare il proprio mestiere . Avendo fiducia gli uni negli altri. Diversamente come è successo alla Diaz , perdiamo tutti la sfida della educazione.”. Il Sindacato C.I.I.S.A. ritiene che queste parole dovrebbero impegnare tutti insegnanti e sopra tutto genitori a collaborare per dare ciascuno dal proprio ruolo il meglio ai futuri cittadini.

Prof. Aurelio D’Amico per il Sindacato C.I.I.S.A.

Confconsumatori: La Ordinanza 11/2019 del Comune di Bagheria, a proposito dell’acqua che non si puo’ bere, e il triste ricordo della frase della regina “ S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche”

La ordinanza sindacale n. 11 del 14 marzo relativa alla limitazione di utilizzo dell’acqua ai soli fini igienici farebbe presupporre che non ci sia rischio per la salute pubblica per l’acqua distribuita in rete: il divieto riguarda soltanto la possibilità di berla. Ma, alla luce dei giornali online (che riportano anche provvedimenti dell’Asp) ci si chiede se è vero che oggi non c’è pericolo? Invece, cosa è successo, nelle settimane scorse, considerato che tanta gente, per povertà beve e ha bevuto solo esclusivamente l’acqua “del cannolo”. E per chi ancora si trova in povertà e non puo’ permettersi l’acqua confezionata in bottiglia ed è costretta a continuare a bere dal “cannolo” cosa si fà? Non pensate che per questa gente non ci sia un pericolo? Diciamocelo chiaramente : il rischio per la salute pubblica esiste per tutta quella gente, che non puo’ permettersi di comprare acqua in bottiglia. Ma, a questo punto, rileggendo la ordinanza n.11/2009, cosa fa e cosa ha fatto il Comune per tutta questa gente? Non tutta la gente bagherese puo permettersi di comprare l’acqua in bottiglia. Molte famiglie non hanno soldi per pagare il canone di locazione (aumenta il numero degli sfrattati e dei disoccupati) e quindi come comprerebbero l’acqua confezionata. Sempre di piu’ si scoprono politici e impiegati/burocrati lontani dai cittadini, ma , molto lontani dai cittadini. A tutti i bravi in storia ricordo la frase «Se non hanno più pane, che mangino brioche» (in francese S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche) è tradizionalmente attribuita a Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, che l’avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane. Cosa dovremmo dire ai cittadini bagheresi che non si possono permettere di comprare acqua confezionata in bottiglia?

Confconsuamtori : da parte del cittadino.

A tutti gli associati amministatori condominiali Confai

Porto a conoscenza di aver ricevuto oggi una telefonata da uno dei soliti ‘call-center’ con la quale mi si comunicava che <<grazie ad una convenzione nazionale sottoscritta tra CONF.A.I. ed ENEL, mi si proponeva, come iscritto alla CONF.A.I. (evidentemente il nome l’hanno rilevato dall’elenco  inserito nel ns sito Internet) ad usufruire di tale ‘convenzione’>>. Alla mia dichiarazione di essere il presidente nazionale di CONF.A.I. e di non aver sottoscritto convenzione con alcuno, l’interlocutore è rimasto muto, chiedendomi scusa per il disturbo e riservandosi di chiedere chiarimenti al proprio “capo” che gli aveva passato la notizia.

Pertanto se dovessero arrivarvi telefonate dello stesso tenore sappiate che  la notizia non risponde al vero e che CONF.A.I. – rafforzata anche dall’esperienza che sto personalmente vivendo da oltre 6 mesi, per la situazione fallimentare che ha colpito la soc. EVIVA, ritrovatami in un Condominio rilevato anni fa da un altro amministratore – non ha finora fatto e non intenede fare convenzioni con società erogatrici ma lascia ad ogni singolo associato le scelte che ritiene più opportune per i propri condomini, facendosi carico, sempre in proprio, delle conseguenze negative che potrebbero derivare. Dato il pullulare di venditori di fumo in circolazione.