Le poche vie e le piazze limitate o vietate al traffico restano di fatto aperte ad incivili automobilisti

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Catania Piazza Bellini ZTL
Catania via Dusmet tratto pedonale

 

10 100 1000 aree pedonali e piste ciclabili ogni parte della citta’ affinche’ Catania sia tra le prime citta’ per qualita’ della vita!”

Catania – A Catania sono poche le strade e le piazze limitate o vietate del tutto al traffico veicolare ma di fatto restano aperte in quanto gli automobilisti e i motociclisti incivili e irresponsabili in città sono in gran numero e ovviamente cercano in tutti i modi di non rispettare tali divieti agevolati da un precario controllo del territorio da parte degli organi preposti, il tutto a danno della sicurezza degli indifesi cittadini. E del tutto assenti all’interno della città le piste ciclabili al netto del lungomare.

Tra queste ricordiamo il tratto di via Dusmet , di via Etnea, di via Pacini e le ciliegine sulla torta dell’inciviltà e dell’arroganza troviamo la ZTL ‘Bellini’ (Zona a Traffico Limitato) di piazza V. Bellini e dintorni oltre a piazza Duomo, questa trasformata pure in un terminal di pullman privati (con tutti i rischi conseguenti per chi pensa di essere al sicuro), con tutto che questa dovrebbe essere il salotto nobile della città ed il simbolo del tardo barocco catanese riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità insieme ad altre città della Val di Noto.

Da anni Free Green Sicilia – sostiene il portavoce Alfio Lisi – con lo slogan/appello rivolto ai Sindaci di turno “10 100 1000 via Dusmet in ogni parte della città…” chiede di aumentare le zone pedonali e le piste ciclabili dove i cittadini e i ciclisti possano accedere senza incorrere in alcun rischio e senza dover respirare aria inquinata e affinchè Catania dagli ultimi posti tra le città a misura d’uomo possa essere tra le prime in Italia. Speriamo che la proposta di chiudere al traffico il tratto di via Umberto, da via Etnea a piazza Vitt. Emanuele , vada al più presto in porto senza alcun ripensamento.

Così come tante altre città che si fanno in quattro per chiudere al traffico parte dei loro centri storici, ma non solo, al traffico veicolare in quanto oramai da anni è più che risaputo che la pedonalizzazione di aree della città ed in particolare del centro storico porti solo benefici ai cittadini e al turismo per la possibilità di potersi muovere liberamente tra monumenti, palazzi storici e ville pubbliche e, soprattutto, senza rischiare di essere investiti e avvelenati dagli scarichi delle auto.

Eppure le statistiche di varie istituzioni sanitarie pubbliche parlano chiaro da tempo: secondo il rapporto dell’Agenzia Ue per l’ambiente in Europa 3,9 mln di persone abitano in aree dove sono superati contemporaneamente e regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell’aria (Pm10, biossido di azoto e ozono) e l’Italia si trova al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5 (60.600) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500) e per l’ozono (3.200).

Per l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ogni giorno più del 90% di bambini sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata che è la causa di 600 mila morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori. L’Italia fa parte dei paesi con la qualità dell’aria peggiore, tanto che il 98% dei bambini è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili. “L’aria inquinata – afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore Generale dell’Oms – sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite. Questo è imperdonabile. Ogni bambino dovrebbe poter respirare aria pulita per crescere al massimo del proprio potenziale”.

Sempre secondo l’OMS gli effetti dell’inquinamento dell’aria iniziano già dalla gravidanza, durante la quale l’esposizione causa parti prematuri e basso peso alla nascita. Lo smog inoltre ha un impatto sullo sviluppo cognitivo, e può scatenare malattie respiratorie come l’asma ma anche favorire tumori infantili. Chi ha respirato aria inquinata da piccolo inoltre ha un rischio molto maggiore di malattie croniche cardiovascolari da adulto.

Ecco perché Free Green Sicilia ribadisce con forza che le poche strade e aree pedonali e verdi, inesistenti nei quartieri periferici, siano moltiplicate per 100 e per 1000, dove i cittadini e gli stessi turisti potrebbero e dovrebbero vivere liberamente senza rischiare di essere investiti e avvelenati   come capita giornalmente in gran parte della città costringendo i bambini, gli anziani e i disabili in primo luogo a stare rintanati in casa per mancanza di spazi verdi adeguati e attrezzati e, aspetto non secondario, per salvaguardarsi la salute.