E’ nato il primo Giornale studentesco formato whatsapp

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Cefalù (Pa) – E’ il primo giornale studentesco in formato whatsapp quello che è stato ideato dagli studenti e docenti dell’Istituto “Del Duca – Diego Bianca Amato” di Cefalù.

Sarà distribuito stamattina per la prima volta in Italia il primo numero di un giornale interamente realizzato in formato whatsapp. A idearlo e realizzarlo una redazione formata da studenti che intende raccontare giornalisticamente la proprio scuola, e la società nella quale vivono, servendosi dello strumento di comunicazione più diffuso fra i giovani oggi. Porta quale nome «L’altro punto di vista» e a crearlo è una redazione formata da studenti dell’Istituto “Del Duca – Diego Bianca Amato” di Cefalù, guidato dal Dirigente scolastico Francesco Di Majo. 

Il giornale sarà distribuito gratuitamente in pochi minuti a migliaia di lettori che saranno raggiunti via whatsapp. Oltre a finire sui telefonini di docenti e genitori della scuola, infatti, il nuovo giornale sarà socializzato da tutti gli studenti ai loro contatti telefonici ed in pochi secondi raggiungerà migliaia di giovani.

«Osserveremo la scuola e la società con i nostri occhi – si legge infonell’editoriale a firma del giovane direttore Gabriele Azza – e vogliamo raggiungere studenti, docenti e genitori via WhatsApp favorendo dibattiti e confronti». La redazione è formata da uno studente per ognuna delle classi dei plessi dei quali si compone la scuola: liceo artistico, liceo scientifico, istituto tecnico per il turismo e istituto tecnico marketing finanza.

Una lente d’ongrandimento per porre in evidenza punti di forza e debolezza della Scuola, vista nel suo insieme come la seconda agenzia di socializzazione più importante, dopo la famiglia, dove regole,conoscenza e valori formeranno i nuovi cittadini. Studenti e docenti sono consapevoli che lo strumento dell’informazione è al tempo stesso utile,affascinante ma espremamente pericoloso se usato in maniera maldestra. Non ci resta che augurare agli studenti cefaludesi ed ai loro docenti un grande “in bocca al lupo!” Sperando però che la risposta non sia “crepi il lupo!” ma “viva il lupo!”. Cominciamo a sfatare stereotipi negativi che hanno già ucciso il lupo “culturalmente”.

Ida Cangemi