L’uomo e l’Alberologia

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Palermo – La consapevolezza della relazione intima tra l’uomo e la natura è praticamente coeva alla nascita del pensiero astratto nell’uomo primitivo. La razza bianca europea nella sua cavalcata coloniale incontra dovunque nel pianeta civiltà in sinergia con l’ambiente, e le calpesta, Ma l’unità del Creato è affermata dalla filosofia antica come pure dalla “fratellanza” cantata da San Francesco. E nei nostri giorni è ribadita anche da grandissimi titanici scrittori come Tolkien, che narra di alberi e di ent. E pure in giochi come Warhammer dove troviamo uomini-albero e driadi. Certamente particolare e benefico è proprio il rapporto tra uomo ed albero. Da qualche tempo circola nella rete un test che identifica nelle risposte un rapporto con una specifica specie arborea. Appropriato giunge quindi un articolo di Antonio De Bona che sul Corriere della Sera sottolinea l’alleanza antica tra uomo e albero e la possibile identificazione con specifiche specie arboree. In sostanza si tratta della “Alberologia” che affonda le sue radici nella tradizione celtica, che inizia il suo calendario dal primo novembre, in cui il mondo dei vivi incontra il mondo dei morti. Evento confermato dalla tradizione cristiana. Così ogni periodo dell’anno identifica i propri nati con un particolare albero, che presenta caratteri suoi tipici, che si trasmettono all’uomo. L’anno inizia e termina (col calendario attuale) col melo, cui segue l’abete.

E’ saggezza antica, poco compresa dallo scettico ed egoista uomo contemporaneo. Certo è che l’incomprensione verso la natura può portare, e rapidamente, alla catastrofe.

Paolo Massimiliano Paterna