Massoneria: ospiti alla Gran Loggia di Rimini i deputati dell’Ars Eleonora Lo Curto e Antonio Catalfamo

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Antonio Catalfamo
Eleonora Lo Curto
Antonio Catalfamo

 

Palermo – Quella di Rimini è l’occasione annuale in cui i massoni italiani e di tutto il mondo si riuniscono, alla luce del sole, per dibattere e confrontarsi sui temi di attualità sancendo l’impegno della propria appartenenza. Lo Curto e Catalfamo sono gli unici deputati siciliani dell’Ars, che si sono opposti alla legge Fava sulla dichiarazione obbligatoria di appartenenza alla Massoneria per chi ricopre un incarico politico e nella Pubblica amministrazione.

Ci occupiamo della vicenda perchè difendiamo il principio universale di professare idee, basti che queste non collidano con le leggi statali e, l’appartenenza alla Massoneria è permessa essendo una libera associazione come tutte le altre. Ancora oggi assistiamo a slanci di pensieri estremi contro ebrei, zingari, migranti, sessualmente diversi e tra questi hanno incluso anche i Massoni.

I fatti

I due deputati siciliani si sono opposti ai contenuti della legge Fava considerata da più parti una legge incostituzionale e liberticida che viola il diritto di professare un pensiero. Noi entriamo nel merito dei contenuti culturali e sociali che la legge esprime, poiché ha lo stesso sapore amaro delle denunce rivolte ai giornalisti colpevoli dei reati di diffamazione a mezzo stampa. Ha lo stesso amaro sapore perchè quando avvengono fatti e circostanze di cui i giornalisti scrivono, questi scrivendo, esprimono un parere nonostante le azioni che la persona oggetto dell’articolo ha commesso e la persona interessata non ama che si scrivano giudizi impietosi su di sé, ed oggi, più di ieri, si ricorre allo strumento della diffamazione a mezzo stampa che è un reato penale grave per tacitare i giornalisti. Ne so’ qualcosa, avendo vissuto recentemente questa triste esperienza ed essendo stato assolto con formula piena perchè ciò che ho scritto, sebbene usando la mia forma preferita che è l’ironia, non ha leso la persona oggetto del mio articolo. Entriamo nel merito culturale e sociale della legge perchè essa proibisce di pensare diversamente e di esprimere quel pensiero nonostante esso con confligga con leggi dello Stato e questo per chi usa le parole per comunicare ciò che avviene intorno è non solo intollerabile ma anche inaccettabile. Rispolverando la storia mi vengono in mente due vicende simili:la Santa Inquisizione accusa Galileo Galilei di essere un eretico perchè le sue idee sul mondo non coincidono con quelle della Chiesa. Galileo abiura per salvarsi la vita. Qualche decennio dopo toccherà a Giordano Bruno, un Frate con idee lungimiranti per il periodo oscurantista in cui viveva, addirittura palesava l’ipotesi dell’esistenza di altri mondi oltre la terra. Bruno, a differenza di Galileo, non abiurò e conobbe il martirio del fuoco purificatore. “La banalità del male è assai pericolosa – ha dichiarato Lo Curto alla Gran Loggia – le prime barriere da abbattere sono quelle dell’ignoranza”. Sullo stesso tenore di dichiarazioni il deputato Antonio Catalfamo che insieme alla Lo Curto ha firmato contro la Legge Fava. Due soli deputati all’Ars hanno votato contro questa legge motivando il proprio dissenso in difesa dei principi di libertà di pensiero e d’appartenenza. Oltre la Legge Fava anche Monsignor Corrado Lorefice, Vescovo di Palermo ha proibito ai cattolici che fanno parte delle Confraternite di seguire messa e partecipare ai lavori se sono massoni. Sembra di essere ripiombati negli anni in cui a Palermo la Vecchia dell’aceto, romanzo di Natoli, aveva un conto in sospeso con il fuoco divino purificatore. Oggi questo fuoco non esiste più ma certe ustioni “bruciano ancora”!

Tonino Pitarresi

Il video integrale degli interventi dei due deputati siciliani

https://youtu.be/JDXJqfW-z0k