E’ necessario difendere la Posidonia

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Palermo – Tra i danni maggiori che l’ignoranza degli uomini sta arrecando a coste e litorali italiani c’è la riduzione, per oltre un terzo, della posidonia. Responsabili principali sono il comportamento incivile dell’ancoraggio di molti natanti turistici, la pesca a strascico, l’arrivo nel Mediterraneo di specie vegetali tropicali invasive ed aggressive, l’aumento della posa di cavi in mare, i lavori portuali. La “Posidonia oceanica”, poiché questo è il suo più proprio nome, è una bella pianta marina, che ha radici e produce fiori e frutti, e può vivere sino a 40 metri di profondità. Con l’arrivo dell’autunno le mareggiate possono strapparle dal loro sito e rilasciarle sulle spiagge. Chiamate comunemente “alghe”, hanno un forte odore marino che porta spesso a rimuoverle. In realtà le vere e proprie barriere intrecciate da loro formate frenano l’erosione delle spiagge e dei litorali. La posidonia copre circa il tre per centro dei fondali mediterranei ma si sta riducendo con velocità crescente, nell’incomprensione dell’uomo.

Le praterie di posidonia costituivano una vera e propria barriera benefica che circondava quasi per intero le coste italiane. Tra i suoi positivi effetti il contrasto all’erosione costiera, l’ossigenazione dell’acqua, le conseguenze positive sull’ecosistema. Tra i rimedi più incisivi, utili soprattutto in presenza di lavori nei porti e nelle aree circostanti, c’è quello della creazione di una superficie di nuova prateria, analoga per estensione a quella che verrà danneggiata. Assai positiva appare l’azione del Progetto Life Seposso (Supporting Environmental governance for the POSidonia oceanica Sustainable transplanting Operations), che è finanziato dalla Unione Europea e coordinato dalla biologa marina Barbara La Porta. Ma in generale è indispensabile che sia coltivata una nuova coscienza e consapevolezza collettiva verso il rispetto del mare e dei suoi equilibri, indispensabili per la sopravvivenza dell’umanità. E ciò sin dalla scuola.

Paolo Massimiliano Paterna