« Operazione Thor». Un record per un pregiudicato:in meno di 24 ore la Polizia di Stato lo arresta due volte !

0
246

 

Leonforte (Enna) – La Polizia di Stato di Enna con i colleghi di Leonforte da tempo sono impegnati sul territorio in operazioni di « bonifica » da armi e droghe anche per preservare il futuro delle persone più indifese come i giovani, facili prede per i criminali.

L’Operazione denominata « Thor» dal martello del dio vichingo denota il significato simbolico che la Polizia di Stato ha voluto attribuire all’operazione posta in essere. Thor, è una delle principali divinità scandinave, ed è il dio del tuono, del fulmine e della tempesta ma è anche la rappresentazione della divinità che interviene sul male. Un pregiudicato, viene arrestato una

Gaetano Cocuzza, detentore del record:arrestato due volte in meno di 24 ore

prima volta dalla Polizia di Stato per detenzione ai fini spaccio di stupefacenti, poiché teneva la droga «in caldo » all’interno della sua abitazione; dopo il giudizio di convalida, viene posto agli arresti domiciliari, ma i poliziotti, ripetono la perquisizione; la loro costanza viene premiata, poiché all’interno del suo garage, murata dietro un lavandino, trovano una pistola, del tipo di quelle in uso esclusivo alle Forze Armate e di Polizia. Risultato? Il pregiudicato arrestato due volte in meno di ventiquattro ore.

Nell’arco di due giorni – nell’ambito dell’implementazione dei servizi finalizzati al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti ed alla detenzione illegale di armi (servizi potenziati in occasione delle festività pasquali) disposti a Leonforte (EN) dal Questore di Enna, Antonino Pietro Romeo – gli uomini della Squadra Mobile di Enna insieme ai colleghi del Commissariato di di Leonforte hanno arrestato due volte Cocuzza Gaetano, pregiudicato leonfortese classe 19871; la prima volta – nella tarda serata del 16 Aprile – perché colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e la seconda – nella notte a cavallo tra il 17 ed il 18 Aprile – in quanto, colto in flagranza del reato di detenzione di arma e munizionamento da guerra, arma pure clandestina, nonché del reato di ricettazione

La cronaca

1° Episodio di arresto

Nel pomeriggio del 16 aprile, gli agenti della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di P.S. della casata dei Branciforte sorprendevano per le vie del centro di Leonforte il Cocuzza Gaetano, pregiudicato. Questi, alla vista dei poliziotti iniziava ad assumere un atteggiamento di nervosismo, come a volersi “defilare”, dalla attenzione dei poliziotti. Lo stesso veniva pertanto sottoposto a controllo e successivamente a perquisizione, ritenendo che lo stesso potesse detenere sostanze stupefacenti o psicotrope.

La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione dello stesso e, dopo una minuziosa attività di ricerca, in un balcone dell’immobile, ben occultata all’interno del vano caldaia, venivano rinvenuti due panetti di hashish, del peso complessivo di circa 150 grammi; all’interno dell’abitazione, inoltre, veniva rinvenuto un bilancino di precisione, utilizzato per la pesatura dello stupefacente, della carta stagnola utilizzata per il confezionamento delle dosi, e due coltelli intrisi di sostanza stupefacente utilizzati per tagliare l’hashish. La perquisizione permetteva di rinvenire, inoltre, la somma in contanti di complessivi 310 euro, in banconote di piccolo taglio, evidentemente provento dell’attività di spaccio posta in essere dal Cocuzza.

Alla luce della prima attività di indagine, l’uomo veniva arrestato per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente di cui all’art 73 D.P.R. 309/90 e violazione delle prescrizioni in materia di libertà vigilata – misura a cui è sottoposto – e, pertanto, su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, Domenico Cattano – che ha coordinato brillantemente le indagini inerenti questo primo arresto – veniva tradotto presso il carcere di Enna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

Il 2° Episodio di arresto

All’esito del giudizio di convalida del primo arresto, il G.I.P. presso il Tribunale di Enna disponeva che il Cocuzza fosse posto agli arresti domiciliari.

Pertanto, nella tarda serata di ieri, il Cocuzza rientrava presso la sua abitazione. Tuttavia, l’incessante attività investigativa dei Poliziotti, li determinava a ripetere la perquisizione, questa volta andando oltre le strutture presenti nell’immobile, utilizzando un metal detector. La Costanza degli investigatori veniva ancora una volta premiata. Infatti, all’interno del garage dell’abitazione dell’uomo veniva individuato un lavandino, che, al passaggio del citato dispositivo elettronico, dava segnali della presenza del metallo. I Poliziotti, a questo punto, demolivano la struttura del sanitario, trovandovi all’interno una pistola, del tipo di quelle in uso esclusivo alle Forze Armate e di Polizia, pertanto, considerata “arma da guerra”. In particolare si trattava di una pistola “Beretta” calibro 9×19, cosidetta parabellum, completa di caricatore e munizioni, rubata ad un appartenente alle forze dell’ordine alcuni anni fa. La pistola era in perfetto stato di conservazione, in quanto ricoperta di uno strato di grasso. Fra l’altro, uno dei vari segni distintivi dell’arma era stato abraso, motivo per cui l’arma viene definita anche clandestina.

Gaetano Cocuzza, pertano, – arrestato due volte in meno di ventiquattro ore – su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, Francesco Lo Gerfo – che ha coordinato brillantemente le indagini inerenti questo secondo arresto – veniva tradotto nuovamente presso il carcere di Enna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

3° La perquisizione

La Polizia di Stato effettua una perquisizione accurata, la casa viene setacciata angolo per angolo, tubi, mobili, angoli nascosti, persino il tetto dell’abitazione è oggetto di una accurata ricerca:dalla cappa alle tegole, nulla viene tralasciato.

C’è una morale?

In tutte queste operazioni c’è sempre una morale da porre in evidenza e questo è secondo noi il compito di chi fa’ informazione. Sì perchè noi apparteniamo a coloro che ritengono che dare la notizia non basta, visto che lo fanno molti media, crediamo altresì che oltre ad informare del fatto occorra anche meditare “sul fatto” e per diversi motivi. Il primo è di carattere etico e civile. Una società si misura sopratutto dal livello di senso civico e di moralità etica che esprime:sia dal comportamento di chi governa ma sopratutto dal comportamento ed atteggiamento dei suoi cittadini che sono parte in causa dei fatti che accadono intorno a loro. Quindi la nostra parte è quella di cooperare con le forze dellOrdine perchè grazie a loro possiamo uscire in tutta tranquillita e sopratutto perchè senza questa preziosa collaborazione “bonificare” le aree intorno a noi dai criminali sarebbe inutile. Cittadino protagonista ma anche cittadino consapevole, specie i giovani, che avvicinarsi alle sostanze che fanno “sballare” vuol dire, dopo la fase di affascinanzione alla sostanza, diventare schiavi e restare davvero “sballati” nel migliore dei casi per tutta la vita. Siccome la vita è un dono prezioso meglio preservarla usando l’intelligenza, altro dono prezioso che abbiamo ricevuto sin dalla nascita. Però c’è un problema:non a tutti questo dono funziona quindi occorre attivarlo per preservare il futuro!

Luca La Scala

1 già arrestato dagli uomini della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di Leonforte nel 2013 nell’ambito dell’operazione antimafia convenzionalmente denominata “Homo Novus” e attualmente sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata