Anfiteatro romano e terme della Rotonda restano ancora chiusi ai turisti e ai catanesi

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Si preferisce sprecare denaro pubblico per fiere che non portano alcun benefcio alla sicilia e ai siciliani!

Catania – Gli importanti siti archeologici di Catania, Anfiteatro Romano e le Terme della Rotonda e dell’Indirizzo, per non parlare del Teatro Sangiorgi e del rischio che lo stesso Teatro Massimo chiuda i battenti, forse per mancanza di contributi pubblici, o per volontà politica, restano ancora chiusi anche il sabato e la domenica alle visite dei turisti e dei catanesi che rimangono fuori i cancelli con un palmo di naso e con un cartello surreale che peraltro dice che l’Anfiteatro sarebbe aperto. Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali aveva già segnalato nel marzo scorso a mezzo stampa la chiusura di tali strutture culturali che dovrebbero essere il tesoro della città e della Sicilia.

Però contemporaneamente – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – e la Regione ha organizzato con propri fondi una sorta di Fiera mediterranea del cavallo, di cui nessuno  sentiva la mancanza e peraltro all’interno di un ente fuori dal tempo , l’Istituto regionale d’incremento ippico, considerato da decenni non più utile, che non solo non ha alcun valore culturale e sociale ma che sicuramente non porterà alcun beneficio alle tasche dei siciliani, che invece con le proprie tasse dovranno pagare tale manifestazione per far fare la passerella ai soliti politici.

Una manifestazione che, a nostro avviso, oltre che sperperare ulteriore denaro pubblico ai danni di veri beni culturali rischia, dalle nostre parti, di incoraggiare, anche se involontariamente, attività illegali a danno dei cavalli con corse clandestine e macellazioni illegali, gestite queste quasi sempre da organizzazioni criminali.

Sarebbe questo l’interesse delle Istituzioni nel valorizzare e promuovere un turismo culturale che dovrebbe essere, in teoria, una ‘miniera d’oro’ per la Sicilia, peraltro considerata tra le regioni più ricche di storia, di beni e bellezze culturali d’Italia e d’Europa?