Vitalizi.Figuccia (UDC):” basta privilegi, si pensi al lavoro ed alla crescita”

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Vincenzo Figuccia

Palermo – “La pantomima sui vitalizi all’Ars deve finire. Guardo i
miei figli negli occhi e avrò il coraggio di continuare a farlo,
battendomi per il taglio di quelli che sono veri e propri privilegi
medievali e che se mantenuti ancora in vita, rischiano di danneggiare
gravemente i siciliani – a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc
all’Ars, che prosegue – mancano poche settimane al gong finale e non
si può più difenderli come un diritto acquisito.
Come giustificare una cosa del genere innanzi a migliaia di lavoratori
siciliani, figli del sistema contributivo che di certo non avranno mai
pensioni di quell’entità? Come dirlo ai pensionati di nuova
generazione che hanno lavorato tutta una vita per una piccola
pensione? Come dirlo a quei ragazzi disoccupati che vedono la pensione
come un miraggio? Non ci sto. Che lo si faccia con un voto in Aula,
che sia una commissione speciale o che sia l’ufficio di Presidenza, si
tagli senza se e senza ma. È un atto di dignità, di giustizia sociale.
Nessuno desidera la fame per chi per anni si è dedicato alla politica,
trascurando magari la propria attività professionale ma è chiaro che
si può ridimensionare un tenore di vita. In Austria la pensione
speciale per i parlamentari è stata abolita nel 1997, in Estonia nel
2003, in Portogallo nel 2005, in Grecia nel 2012 in piena crisi
economica, con un forte segnale di rispetto verso chi subiva tagli a
pensioni e salari. In Croazia la riforma è arrivata nel 2012 e oggi
non esistono privilegi. In 18 Paesi europei, i deputati versano i
contributi come tutti gli altri cittadini e percepiscono una pensione
in base ai contributi versati durante l’arco della loro vita
lavorativa. Questi Paesi sono un modello da seguire. Se è vero per uno
Stato, è tanto più vero per l’economia regionale dove le sostanze e le
opportunità hanno una serie di limiti. La Sicilia – conclude il
parlamentare regionale – deve tornare a crescere, altro che incappare
nel rischio di mutilazioni del calibro di 70 milioni. Non lo
permetteremo”.