Biagio Conte vince la sua battaglia

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Biagio Conte e Ferrandelli

 

Ferrandelli (+europa): “è il primo passo verso un orizzonte di diritti e dignità”

Palermo – Dopo 16 giorni di digiuno, Fratello Biagio Conte, fondatore della missione Speranza e carità di Palermo, ha vinto la sua battaglia: Paul, il 51enne originario del Ghana che vive a Palermo dal 2010 e lavora come idraulico nella Missione, non sarà espulso dall’Italia. Lo ha deciso il Tar che ha sospeso il rigetto della richiesta di permesso di soggiorno e riconosciuto il pericolo di “danno grave e irreparabile” per l’uomo nel caso di rimpatrio forzato.

Fabrizio Ferrandelli, capolista di +Europa in Sicilia e Sardegna per le prossime elezioni europee, ha seguito da vicino la protesta pacifica del francescano laico recandosi più volte in visita e partecipando all’appello per una giornata di digiuno in solidarietà: “Ieri, tornando in quella piazza dove uccisero Padre Pino Puglisi e in cui fratello Biagio Conte ha portato avanti lo sciopero della fame, ho trovato tanti cittadini a sostegno di una battaglia giusta per i diritti umani, la pace e l’accoglienza. Questo mi ha dato fiducia.  Oggi, la notizia della vittoria di Fratello Biagio, conferma il mio sentire e ne sono felice”.

“Siamo capaci di andare oltre le differenze, le discriminazioni e le strumentalizzazioni – continua Ferrandelli – e anche quando c’è chi ci vorrebbe sempre più impauriti e soli diffondendo parole d’odio, quando è il momento, ci ritroviamo dalla stessa parte, da siciliani, da palermitani, da esseri umani. Ecco il primo passo verso un’orizzonte di diritti e dignità: riconoscere che proprio dalla nostra Sicilia, terra di straordinaria di civiltà e integrazione di culture di cui ha dato prova nei secoli, deve partire un dibattito serio sul tema immigrazione: senza paura, senza inquietudine, una voce italiana pronta a farsi sentire in Europa, ma anche disposta alla cooperazione, all’ascolto e a non dimenticare che quando l’uomo non è al centro dei nostri valori a rischiare è l’umanità intera, senza distinzioni”.