Dopo i pini di via Dusmet e di piazza Beato Angelico e’ toccato alle otto palme di piazza Iolanda

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Piazza Iolanda

Donavano bellezza  e armonia al luogo!

Catania – Mentre il Parlamento francese il 29 aprile scorso ha proclamato  la Dichiarazione dei diritti degli alberi, c ontro il loro maltrattamento e per la salvaguardia di quelli storici (anche in Italia esiste la legge per la protezione degli alberi monumentali anche se inapplicata)   a Catania gli alberi, anche di pregio naturalistico ed ecologico, oltre che prettamente socio-urbanistico essendo patrimonio della città,   vengono eliminati come se si trattasse , a nostro avviso, di  pali di legno senza vita.

Ovvero, dopo lo scempio dei cinque pini della piazzetta di  via Dusmet e due monumentali di piazza Beato Angelico che vivevano da oltre mezzo secolo tranquillamente, donando bellezza e ombra,   senza, a nostro avviso,  alcun motivo plausibile, né tanto meno qualcuno dei responsabili  ha detto fino ad oggi il contrario, ben otto bellissimi alberi di Palme ( già peraltro decimate dal punteruolo rosso) che adornavano piazza Iolanda sono state tagliati di netto nei giorni scorsi  per motivi che, forse,  non è lecito conoscere. Eppure tali palme,  così come si poteva vedere prima del loro taglio, sembravano essere in buone condizioni dunque sarebbe  un’ ulteriore decisione, dopo il taglio dei sette pin,  che lascia seri dubbi su una possibile giustificazione in merito a tali  interventi risolutivi. Il tutto in una città che tra l’altro soffre da sempre la penuria di spazi verdi e parchi urbani e dove il livello di traffico ed il conseguente inquinamento da tempo a livelli di guardia che danneggia gravemente la salute dei cittadini così come dimostrano annualmente le varie statistiche epidemiologiche nazionali ed europee.

Si dimentica ancora una volta – afferma Alfio  Lisi portavoce di Free Green Sicilia –  che gli alberi come l’acqua rendono possibile la vita nella terra ma si continua a trattarli come un pericolo e li abbattiamo come pali  senza vita quando invece in città ad esempio ci donano, chiedendo solo rispetto e acqua, bellezza,  ombra, frescura e soprattutto ossigeno dove lo smog la fa da padrone e chi dovrebbe non  prende sul serio la grave  pericolosità per la salute e la vita dei loro concittadini.

Se non bastasse ciò Catania è tra quelle città italiane che non ha applicato la legge del 1992 “Un albero per ogni bambino” come se questa non esistesse. Se invece fosse stata recepita dall’inizio della sua emanazione oggi Catania sarebbe una delle città europea con la più vasta estensione di verde e conseguentemente con il minor tasso di inquinamento e dunque una città a misura d’uomo e di bambini.