Nuovo Palagiustizia: precisazioni del sindaco De Luca e del vicesindaco Mondello

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Messina –  In riferimento all’articolo pubblicato dal quotidiano Gazzetta del Sud relativamente all’area del nuovo Palagiustizia il sindaco Cateno De Luca precisa quanto segue: “Ci risulta che stiano esaminando le nostre carte e che non ci sono ancora notizie ufficiali, non so quindi l’articolo della Gazzetta del Sud di oggi a cosa faccia riferimento. E’ ovvio che noi proseguiamo sulla nostra strada, anche perché siamo abituati alle notizie ufficiali, se un giornale dice cose diverse, a noi non riguarda. Abbiamo scritto e a livello istituzionale attendiamo una risposta, poi comprendiamo pure che siamo in un momento particolare, perché domani si vota per le Europee, e qualche notizia fuoriluogo serve a sviare l’elettorato. Noi però non la ragioniamo in questi termini e respingiamo al mittente qualunque notizia che non passi dai canali ufficiali. Voglio ribadire anche che non può esserci senatore o deputato nazionale che si intrometta in procedimenti amministrativi, anzi le intromissioni sono gravi e se ci sono affermazioni che portano ad uno sviamento del procedimento tutelerò nelle sedi opportune anche questo aspetto, perché mi sono stancato di essere tenuto al guinzaglio da personaggi in cerca d’autore che calpestano le Istituzioni e soprattutto non rispettano la legge nell’interlocuzione tra le Istituzioni”. Il sindaco De Luca e il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Mondello proseguono, sottolineando che: “Lo scorso venerdì 3 maggio il prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi ha convocato un tavolo tecnico in Prefettura per risolvere l’annosa questione del reperimento di spazi per gli uffici giudiziari. Sulla scorta di una sollecitazione da parte del presidente della Corte di Appello e del Procuratore generale che lamentano una carenza cronica di locali e che l’attuale situazione logistica del Tribunale versa in condizioni non ottimali sia sotto i profili funzionali che di sicurezza, a margine della riunione è emersa la questione legata alla costruzione del nuovo Palagiustizia. Al confronto erano presenti tutte le parti coinvolte territorialmente, l’Agenzia del Demanio con il direttore ed il responsabile Giusto Santoro, le Forze Armate, Marina Militare, Esercito e Carabinieri, ed altre autorità non direttamente coinvolte nel procedimento di realizzazione del nuovo Palagiustizia. Il direttore generale dell’Agenzia del Demanio ha relazionato sullo stato dell’arte della progettazione della struttura giudiziaria individuata all’Ospedale militare di viale Europa. Nel corso dell’incontro è emersa la posizione del presidente della Corte di Appello e del procuratore della Repubblica, che ritengono indispensabile e determinante il risultato della costruzione del nuovo Palagiustizia e non le dinamiche politiche che vi ruotano attorno e dalle quali non hanno alcuna volontà a farsi coinvolgere. Il progetto è ancora in una fase preliminare; i fondi previsti, 17 milioni di euro, in parte sono stati stornati per la realizzazione dell’Ospedale militare, la cui spesa da 3 milioni è aumentata a 5, sono insufficienti per il completamento dell’opera che in quanto tale è stata in qualche misura decisa direttamente da Roma senza nessuna condivisione locale. Tutto ciò è stato confermato anche dalla Marina Militare e dall’Esercito. Abbiamo evidenziato in una nota inviata lo scorso luglio che i locali dell’Ospedale militare risalgono agli anni ‘30 e che sono vincolati dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali e necessitano dell’adeguamento sismico ai sensi della NTC 2018 con aggravamento di costi da sostenere certamente non in linea con la cifra già stanziata di cui sopra; che comunque il nuovo Palagiustizia avrebbe avuto tempi di realizzazione molto lunghi previsti in circa dieci anni; che i lavori potranno essere avviati soltanto dopo la realizzazione del nuovo Ospedale militare nella zona di Gazzi e che lo stesso doveva risultare già collaudato in tutte le sue parti presupponendo due lunghi processi legati fra loro. In data 19 ottobre 2018 con prot. n. 275603 la relazione, i dati inerenti al progetto e lo studio di fattibilità redatto dal Comune sono stati inviati regolarmente ai Ministeri di Giustizia e della Difesa, all’Agenzia del Demanio, alla Corte di Appello di Messina e alla Procura Generale della Repubblica di Messina. Dopo una serie di interlocuzioni da parte del Sindaco con i responsabili del Ministero si è arrivati ad una prima conclusione che prevedeva il via libera da parte del Ministero sulla percorribilità dell’ipotesi progettuale avanzata dal Comune di Messina. Abbiamo ripetutamente contattato il responsabile tecnico del Ministero architetto Scarcella, che ha richiesto i dati per potere verificare il progetto in maniera compiuta soprattutto sotto il profilo dimensionale e di sicurezza; il numero di addetti da dovere impiegare nel nuovo Palagiustizia e le funzioni che dovrebbero essere trasferite dalla sede principale a quella satellite. Il Comune di Messina, con nota del 22 marzo scorso, chiedeva i dati alla Conferenza permanente ex art.3 DPR 2015 del Tribunale di Messina. A tutt’oggi questi non sono pervenuti ma attraverso interlocuzioni per le vie brevi sappiamo che si sono attivati per predisporre la documentazione richiesta per completare l’iter in corso. Appare abbastanza inusuale che a mezzo stampa vengano pubblicate informazioni in antitesi con la procedura che si sta seguendo sotto i canali istituzionali e amministrativamente corretti. Chiaramente si può ipotizzare una smentita o un diniego rispetto a quelle che sono le idee ma non è stata ancora fornita nessuna informazione in tal senso. Riteniamo che sia abbastanza improponibile e surreale proseguire in una scelta che comunque è priva di fondamento tecnico ed economico. E’ stata una valutazione basata su alcuni criteri che potevano essere condivisibili in prima battuta ma che non trovano fondamento sulla scientificità, sulla percorribilità del progetto e soprattutto sulla mancata condivisione totale con gli attori principali del territorio”.