Operazione «Jewel Thieves».Aggiornamenti e foto arrestati

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Enna – Le attività della banda criminale erano iniziate da tempo, le Forze dell’Ordine nel novembre scorso registravano una serie di denunce tutte nella Enna bassa e tutte con le stesse caratteristiche. I criminali erano specializzati nei reati predatori si arrampicavano dal balcone, forzavano una finestra e razziavano tutti i gioielli nel giro di pochi minuti. Ricostruiti numerosi furti in abitazione fra Enna, Caltanissetta e Agrigento, nonché altri “colpi” predatori in danno di strutture di telecomunicazione e cantieri; debellata dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri la banda che aveva colpito Enna Bassa lo scorso inverno; tre i rumeni arrestati.

L’operazione, magistralmente condotta, tra Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri è partita questa mattina all’laba quando la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri – e, in particolare, la Squadra Mobile di Enna e la Compagnia Carabinieri di Enna -, a conclusione di una articolata e complessa attività investigativa – coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, dal Procuratore, Massimo Palmeri, e dal Sostituto Procuratore, Domenico Cattano – hanno proceduto all’arresto di 3 criminali di nazionalità romena, facenti parte di un’associazione a delinquere dedita alla commissione di reati contro il patrimonio (come furti in abitazione, furti di rame e di carburante in danno di strutture di telecomunicazione e cantieri) nelle provincie di Enna, Caltanissetta e Agrigento. Grazie all’azione degli investigatori, è stata recuperata anche parte della refurtiva, come monili e gioielli. Non è la prima volta che le Forze dell’Ordine arrestano criminali romeni, già in passato ci siamo occupati di un’altra banda dedita anche al furto di mezzi agricoli di grosse dimensioni.

La cronaca dei fatti

I primi segnali erano arrivati dal Novembre 2018 e sino agli inizi del mese di Gennaio 2019, quando si era registrata ad Enna bassa una serie di furti in abitazione, tutti perpetrati con le stesse modalità.

I criminali forzavano gli infissi della parte posteriore delle case, per lo più adiacenti ai giardini o terreni circostanti, che fungevano da terrapieni attraverso i quali si poteva accedere anche ai piani superiori delle abitazioni. Una volta dentro, bloccavano le porte d’ingresso per impedirne l’apertura dall’esterno, nel caso dell’arrivo dei proprietari durante l’esecuzione dei colpi, così da potersi garantire la fuga senza essere visti. « Al primo piano c’è qualcuno in casa mentre al secondo piano sembra che non ci sia nessuno !», diceva un componente della banda e, in pochi istanti, dimostrando una straordinaria agilità, i complici si arrampicavano fino al secondo piano, forzavano uno degli infissi sul balcone ed entravano nella casa, scelta prediligendo finestre con serrande alzate. Una volta dentro, dopo essersi accertati di non trovare nessuno in casa, i ladri bloccavano la porta con i mobili più grandi, affinché nessuno potesse entrare all’improvviso, e si dedicavano ad una rapida raccolta della refurtiva. Nel frattempo “il palo”, fuori in strada, monitorava l’arrivo di possibili residenti. Sempre lo stesso schema, ripetuto ogni volta, senza preoccuparsi più di tanto della reale presenza o meno di persone nelle proprie abitazioni, e con un coordinamento costante: « Stai in telefon!» (resta al telefono in rumeno).

Quyesti furti hanno talmente allarmato i residenti che le Forze dell’Ordine hanno preparato con dovizia di particolari l’operazione che si è conclusa magistralmente oggi e che ha posto fine a queste razzie ma sopratutto ha riportato serenità e sicurezza ai cittadini che si sono sentiti ostaggio della criminalità.

Nel corso dell’ultimo episodio di furto avvenuto ad Enna, nel pomeriggio dell’11 Gennaio scorso, gli autori venivano indicati come coloro che, allontanatisi in modo repentino dall’abitazione dove avevano messo a segno il colpo, salivano a bordo di una autovettura, dandosi alla fuga in direzione di Caltanissetta.

Attivate immediatamente le ricerche da parte delle Forze di Polizia di Enna e Caltanissetta, poco dopo, la segnalata autovettura veniva intercettata e bloccata all’ingresso di Caltanissetta da parte di una pattuglia della Polizia Stradale . Nel corso del controllo e della perquisizione del veicolo, veniva recuperata argenteria e altri oggetti riconducibili al furto commesso poco prima a Enna. Nell’occasione, i fermati venivano denunciati per i reati di ricettazione e altro, e la refurtiva veniva recuperata e restituita alle vittime.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna avviava immediatamente un’inchiesta, coordinando un team di investigatori appartenenti alla Squadra Mobile della Questura ed alla Compagnia Carabinieri di Enna, che riusciva a fare luce sulle decine di furti in abitazione che avevano funestato la città di Enna nel giro di pochi mesi.

I poliziotti ed i militari, in perfetta sinergia, iniziavano, a ritmi serrati, l’indagine, con attività di intercettazione telefonica e di analisi di tabulati telefonici pregressi – attività, quest’ultima, che permetteva, tra l’altro, di ricostruire tutti i movimenti degli indagati durante i molteplici furti commessi in precedenza ad Enna -, facendo luce, inoltre, su altri reati predatori commessi nelle province di Agrigento e Caltanissetta, come diversi episodi di furto in abitazione e di furto di cavi telefonici di rame in danno della Società Telefonica Telecom Italia S.P.A., nonché numerosi ed ingenti furti di carburante. A completare il quadro delle indagini, concorrevano anche l’acquisizione delle denunce delle vittime e delle dichiarazioni dei testimoni, nonché i numerosi servizi di osservazione sul territorio. Le indagini permettevano di delineare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere.

Anche i familiari degli indagati consideravano queste attività criminose alla stregua di un lavoro qualsiasi: « Sono andati a rame !» rispondeva serenamente la compagna di uno dei ladri alla madre dello stesso, al fine di tranquillizzarla sul fatto che non avesse trovato a casa il figlio.

L’indagine è stata convenzionalmente denominata “JEWEL’S THIEVES” (Ladri di gioielli) poiché i malviventi rubavano qualsiasi oggetto prezioso (gioielli, monili in oro, argenteria o, comunque, qualsiasi bene potesse avere un valore economico ed essere facilmente portato via).

Sulla base di tali elementi, il Pubblico Ministero titolare delle indagini avanzava al competente G.I.P. richiesta di misura cautelare custodiale nei confronti degli indagati. In seguito alla richiesta, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Enna, Luisa Bruno, emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre romeni:

  • Bureta Adrian, classe 1991, rumeno, residente a Canicattì, con precedenti di polizia per furto aggravato ed altro;

  • Bureta Florin, classe 1994, fratello di Adrian, rumeno, residente a Canicattì, con precedenti di polizia per guida senza patente;

  • Sulic Cosmin Aristotel, classe 1987, rumeno, residente a Canicattì, con precedenti di polizia per furto ed altro;

rispettivamente indagati in ordine ai seguenti episodi delittuosi:

Sulic Cosmin Aristotel, Bureta Adrian, Bureta Florin,

  1. In ordine al delitto di cui all’art. 416 comma 1, 2 e 3 c.p., per aver fatto parte di un’associazione per delinquere operante in tutto il territorio siciliano, con base operativa a Canicattì (AG), preminentemente dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e, nello specifico, di furti in abitazione, furti di materiale presso cantieri, nonché furti di rame in danno della società telefonica Telecom Italia Spa, commessi nei territori delle province di Enna, Agrigento e Caltanissetta.

Fatti accertati a partire dal Dicembre 2018 e sino al Febbraio 2019.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 110, 624 bis, 625 nn. 1) e 2) c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di dicembre 2018.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di Gennaio 2019.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin, BURETA Adrian,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di Gennaio 2019

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin, BURETA Adrian

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di Gennaio 2019.

Sulic Cosmin Aristotel, BURETA Florin, BURETA Adrian

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Enna, nel mese di Gennaio 2019.

Sulic Cosmin, BURETA Florin,

  1. per il reato di cui agli artt. 56, 61 n. 5), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, tentato un furto all’interno di un’abitazione.

In Riesi, nel mese di Febbraio 2019.

Sulic Cosmin Aristotel, BILEA Valeriu Claudiu

  1. per il reato di cui agli artt. 61 nn. 5) e 7), 110, 624 bis c.p., per avere, in concorso tra loro, nel tardo pomeriggio, commesso un furto all’interno di un’abitazione.

In Montedoro, nel mese di Febbraio 2019.

Per molti dei reati commessi, venivano contestate alcune aggravanti, come quella di avere profittato di circostanze di tempo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa (tarda serata o notte), di avere cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità, di aver commesso il fatto con violenza sulle cose e/o da parte di tre o più persone.

Oltre ai fatti di reato descritti, contestati col provvedimento applicativo della custodia cautelare, le indagini di Carabinieri e Poliziotti hanno permesso far luce sulla commissione di ulteriori furti in abitazione, di diversi episodi di furto di cavi telefonici di rame, e di alcuni ingenti furti di carburante, commessi nei territori delle province di Caltanissetta e Agrigento, addebitati anch’essi all’azione degli odierni arrestati, nonché di ulteriori complici (tutti cittadini rumeni), che venivano denunciati in stato di libertà:-

  • M. C., classe 1989;

  • B. V. C., classe 1997;

  • S. C. D., classe 1984;

  • L.A., classe 1998;

Infine, venivano individuati e denunciati anche alcune persone ritenute ricettatori del rame e del gasolio rubati dal gruppo dei rumeni.

All’alba di oggi i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati, pertanto, arrestati dai militari e poliziotti, per essere poi associati alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione delle Autorità Giudiziaria procedente.

L’operazione, particolarmente complessa, ha visto il coinvolgimento di decine di operatori – appartenenti, oltre che alla Squadra Mobile di Enna ed alla Compagnia Carabinieri di Enna, anche alla Squadra Mobile di Agrigento, al Commissariato di P.S. di Canicattì, ed al Comando Compagnia Carabinieri di Canicattì – i quali hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei domicili e nei locali nella disponibilità di tutti gli indagati, che hanno consentito di rinvenire diversi gioielli, anche in oro, ed orologi, verosimilmente refurtiva frutto dei colpi predatori.

Conclusione

La brillante operazione condotta oggi da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri e coordinata dalla Magistratura dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, che non siamo soli, e sopratutto non siamo prede dei criminali. Le Forze dell’Ordine svolgono un lavoro fondamentale, a volte non riconosciuto nei giusti meriti, senza il quale non basterebbero le più sofisticate serrature per proteggere le nostre case. Occorre però che noi sviluppiamo il nostro senso civico collaborando e non girandoci dall’altra parte quando succedono le cose. Purtoppo ospitando nel nostro paese chi ha bisogno abbiamo anche “importa

Bureta Adrian
Bureta Florin

Sulic Cosmin Aristotel

to” parte di quella criminalità che grazie alla migrazione scopre nuovi terreni di “caccia”. Speriamo che lo Stato si dia da fare anche per inasprire le pene detentive per scoraggiare questi ed altri reati. Intanto, nell’attesa che il miracolo avvenga, rivolgiamo la nostra più grande gratitudine al lavoro di tutte le Forze dell’Ordine.

Luca La Scala