Precari “Città Metropolitana di Messina”

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Incontro tra sindacati e segretario generale dell’ente per l’avvio del percorso di stabilizzazione e la proroga contratti in scadenza il 30 giugno. La Cisl Fp scrive al prefetto chiedendo la convocazione urgente di un tavolo qualificato

Messina – Due visioni diverse sul percorso da intraprendere per la stabilizzazione dei precari della Città Metropolitana di Messina e la proroga dei contratti in scadenza il prossimo 30 giugno. Sono quelle del segretario generale dell’Ente di Palazzo dei Leoni e dei rappresentanti della Cisl Funzione Pubblica al termine dell’incontro che si è tenuto per valutare le condizioni per la proroga dei contratti al 31 dicembre 2019 e l’avvio delle procedure di stabilizzazione dei precari dell’ex Province.

Dopo aver ampiamente ribadito che l’avvio delle procedure di stabilizzazione è percorribile, come già detto al tavolo di confronto a Palermo lo scorso 28 maggio, i rappresentanti della Cisl Fp hanno evidenziato come esiste anche la copertura finanziaria per il 2019. «A totale carico della Regione Siciliana – spiegano il referente della Cisl Fp Calogero Emanuele, il segretario aziendale Giovanni Coledi e i rappresentanti dei precari Domenico Calarco e Giuseppe Maggio – le somme sono già disponibili e accreditabili dopo le dovute e necessarie richieste da parte dell’Ente».

Nel corso dell’incontro, però, il Segretario Generale ha ribadito la non percorribilità a prorogare i contratti al 31 dicembre perché, secondo lui, le condizioni finanziarie e di bilancio dell’Ente non consentono tale proroga. «A suo dire – continuano i rappresentanti sindacali – l’unica proroga possibile dei contratti sarebbe quella con scadenza a due mesi, collegata alla obbligatoria e contestuale accettazione del passaggio dei lavoratori alla RESAIS S.p.A.. Una precondizione che giudichiamo paradossale e che non può essere accettata perché è già stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e pende un giudizio di merito presso la Corte Costituzionale». Una proposta che appare irricevibile perché non tiene conto dell’evoluzione normativa sull’adozione dell’emendamento del Decreto Crescita, il cosidetto “Salva Province”, preceduta dall’accordo Stato-Regione. Il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 29 giugno e, pertanto, può essere programmato il piano del fabbisogno del personale, atto propedeutico all’approvazione del Bilancio previsionale 2019, che potrà essere predisposto e adottato in tempi brevi.

La Cisl Funzione Pubblica ha, quindi, scritto al Prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, chiedendo di convocare con urgenza «un tavolo di confronto qualificato e, laddove si rendesse necessario, coadiuvato da un Giurì d’onore, quindi alla presenza di esperti di comprovata competenza e al di sopra delle parti, al fine di delineare un percorso legittimo, così da fugare ogni dubbio posto ancora oggi dal Segretario Generale dell’Ente, nell’interesse dell’Ente stesso, dei servizi da erogare e del personale contrattista».

La Cisl Funzione Pubblica ha quindi deciso di programmare lo stato di agitazione e si riserva di intraprendere ogni utile iniziativa che possa dare una risposta positiva che metta in sicurezza la permanenza nell’Ente del personale contrattista in forza da oltre 25 anni.