Palermo Pride. Il palazzo delle Poste di Palermo è stato defascistizzato

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Palermo – Ai piedi dell’imponente edificio in stile razionalista delle Poste Centrali su via Roma il corteo colorato del Palermo Pride è stato stoppato, la musica è stata fatta spegnere, la gente ha smesso di ballare. Il gerarca fascista Massimo Milani marcia serio sul posto, guardando verso il lungo convoglio di tir: la festa è stata interrotta. Dalla cima della scalinata, al centro delle dieci colonne alte trenta metri, Luigi Carollo dichiara alla folla che il 28 ottobre del 1934, alla presenza del ministro delle Comunicazioni Umberto Puppini veniva inaugurato il palazzo di architettura fascista, espressione di un sud fedele alle idee de Ventennio.

Milani avanza gradino dopo gradino, spogliandosi lentamente della divisa e concludendo la salita con un urlo liberatorio: il monumento alla grandezza del fascismo è stato defascistizzato. Come un’esplosione Massimo Milani rivela un body painting dei colori dell’arcobaleno, avvolta da una bandiera rainbow di cinque metri, a performare l’esplosione di un corpo che non riesce più a contenersi sotto una maschera.

Un corpo che ai tempi del fascismo è divenuto proprietà dello Stato, abusato e usato a piacimento da guerre, marce, sfruttamento e maternità. L’esplosione per tutti, non solo per le persone Lgbt, è stata Stonewall e oggi come quella notte, l’evasione dall’inferno per i corpi e per le anime di tutti è la liberazione da catene, muri, maschere.

Il 28 giugno del 2019 il palazzo delle Poste Centrali di Palermo è stato defasciastizzato.