La Ragusa-Catania sul settimanale L’Espresso. Il sindaco Cassì interviene sull’articolo

0
41
Giuseppe Cassì sindaco di Ragusa

 

Ragusa – Interviene il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì sull’articolo pubblicato dal settimanale L’Espresso sulla Ragusa-Catania con la seguente dichiarazione:

L’articolo pubblicato da l’Espresso si sbilancia in giudizi inaccettabili, alla luce di un’inchiesta approfondita ma decisamente parziale.

Ben venga ogni forma d’indagine su quest’opera, rimandata e bistrattata in un percorso ondivago e contaminato da continui interessi elettorali, purché pronta ad esaminare veramente la questione in ogni suo aspetto. Anche noi sindaci stiamo provando ad andare a fondo sulla vicenda seguendo i canali istituzionali: impugneremo il diniego da parte del Governo della nostra richiesta di accesso agli atti.

Ciò che non può restare sotto silenzio, in un articolo che ha finalmente il merito di accendere i fari dei media nazionali sull’angolo più remoto e dimenticato d’Italia, è il perché la Ragusa-Catania sia fortemente necessaria: bollarla come “inutile” o è un atto di superficialità da parte di chi non ha compreso territorio e sue esigenze, o parte da una prospettiva politicizzata.

Al di là di qualunque giudizio, il raddoppio della Ragusa-Catania è e resta un’opera assolutamente strategica. Lo è per lo sviluppo non solo economico dell’area; lo è per la sicurezza di migliaia di cittadini che quotidianamente si spostano per lavoro, studio e necessità attraverso l’attuale, unica e inadeguata, via di collegamento tra la provincia di Ragusa, territorio con il pil più alto del Mezzogiorno, e Catania, primo polo economico della Sicilia. Un’area con due aeroporti, diversi scali portuali turistici e industriali, un Ateneo con sedi distaccate, tenuto a freno dall’assenza, incresciosamente prolungata, di un’infrastruttura ordinaria che sarebbe assoluta normalità in qualsiasi altra parte d’Italia. Invece la provincia di Ragusa resta l’unica senza un chilometro d’autostrada, come se l’Italia e l’Europa finissero 70km più a nord. Per andare da qualsiasi parte, i ragusani non hanno altri sbocchi che quella strada.

Una situazione che si protrae da decenni e che è semplicemente inaccettabile, perfino ridicola agli occhi di qualunque investitore pronto a puntare su un territorio che resta ancora sconnesso dal resto del Paese. Un dato su tutti: l’attuale, pericolosa, strada statale che unisce Ragusa e Catania miete, in media, sette vittime ogni anno.

Omettere certi aspetti rende ogni valutazione priva dell’equilibrio che sarebbe doveroso mantenere, soprattutto da parte di media influenti, quando si parla del futuro di un territorio intero.

Si parli della Ragusa-Catania, si indaghi, si approfondisca, ma chi lo fa provi a percorrere la strada attuale, a viverne il disagio, comprenderne il pericolo”.