I versi al chiaro di Luna

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Palermo – Nel corso della notte italiana tra il 20 e il 21 luglio del 1969, il piede dell’uomo calpestò per la prima volta il suolo lunare. In occasione del 50° anniversario dello storico evento “cosmico”, ritengo sia giusto ricordare almeno qualcuna delle innumerevoli volte in cui la Luna ha ispirato gli artisti.

La più curiosa definizione della luna fu data dall’ estroso poeta barocco Giovan Battista Marino che nel ‘600 scrisse il verso  ”…del padellon del ciel la gran frittata”.

Forse risulta poco rispettoso scomodare il poeta di Recanati citando i versi del “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, ma la romantica domanda iniziale “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?” formulata da Leopardi è antica come l’uomo. Una delle possibili risposte può sembrare perfino banale: ”Sul mare luccica l’astro d’argento. Placida è l’onda; prospero è il vento. Venite all’agile barchetta mia! Santa Lucia, Santa Lucia”

Un grande umorista del Novecento, Achille Campanile, consapevole degli influssi positivi o negativi del nostro satellite sulle vicende umane intitolò un suo romanzo di successo “Se la Luna mi porta fortuna”.

Sicuramente la “Sonata al chiaro di luna” rappresenta una delle composizioni più struggenti di Ludwig van Beethoven, così come “Blue moon” è uno dei brani jazz con il maggior numero di interpretazioni. Il misterioso lato oscuro della luna ha affascinato anche i mitici Pink Floyd, infatti la band realizzò il brano psichelico The Dark Side of the Moon. Invece, la più nota cantante italiana, Mina, agli inizi della sua carriera, prendendo la Tintarella di Luna, come per incanto rese “bianca la sua pelle”.

Le conoscenze scientifiche relative alle orbite e alle maree sono importantissime, ma razionali e lievemente spoetizzanti; in questo contesto rovinerebbero il clima fantastico e illusorio che sto tentando di comunicare.

Insomma un po’ complice, un po’ ruffiana o perfino “di traverso” la luna è la vera padrona del nostro carattere e delle nostre speranze, lo sapevano bene Pierangelo Bertoli, che aspettava impaziente il momento in cui “… spunta la luna dal monte!” e Gianni Togni, che cantava spensierato: “Vedrai saremo un po’ felici/ e forse molto più che amici./ Luna!”

Andrea di Napoli

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