Al carcere di Augusta tentata evasione di un detenuto dall’Ospedale. Tre feriti con 15 giorni di prognosi. Rinvenimento di 2 telefonini

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Gioacchino Veneziano

 

La Uil chiede ispezioni per verificare eventuali soprusi e prevaricazioni

Augusta (Sr) – Da tempo la Uilpa, sindacato della Polizia penitenziaria denuncia attraverso le nostre pagine la grave situazione in cui si trova l’intero personale ormai ridotto all’osso rispetto alla dotre prevista per legge.

Sono anni che documentiamo anche con foto la situazione in cui versano i carceri isolani e sopratutto le condizioni sia dei reclusi e sia di coloro che sono preposti a sorvegliarli:i poliziotti penitenziari.

”…mentre ad Augusta il personale viene mortificato subendo provvedimenti – dichiara Gioacchino Veneziano, segretario Uilpa Sicilia – disciplinari ingiusti ed ingiusticati i lavoratori evitano una evasione di un detenuto dall’ospedale, e ritrovano due telefonini all’interno delle struttura penitenziaria….

Invece di elevare rapporti disciplinari ai colleghi della Polizia Penitenziaria di Augusta -…tuona il sindacalista siciliano …il Direttore dovrebbe lodare gli operatori di Polizia, atteso che atteggiamenti di soverchieria verso chi combatte ogni giorno nelle miniere penitenziarie, minano quella grande professionalità e coraggio che i poliziotti del carcere Augustano hanno sempre dimostrato e confermato ieri…

Evidentemente – ….commenta il Segretario Regionale di categoria della UIL – …”oggi per taluni appartenenti all’amministrazione è più importante governare ed assoggettare a logiche militaristiche tentando di soverchiare i lavoratori anziché prendere atto del dissesto gestionale che genera tentativi di evasione e stratagemmi per cercare di introdurre telefonini efficientemente sventati da quei poliziotti che vengono mortificati e derisi solo perché hanno una qualifica inferiore, mentre grazie a questi operatori – chi oggi ha incarichi di direzione evita di essere ridicolizzata e messa alla gogna dai giudizi severi dell’opinione pubblica che pretende standard di sicurezza tali da evitare problemi di ordine e sicurezza pubblica….”

Rattrista costatare – continua il Segretario della UIL di categoria – ….”mentre ieri all’ospedale di Augusta un detenuto ha cercato di eludere la vigilanza del poco personale addetto alla custodia, cercando di scappare, quel poco personale ha questo evento affrontando una furente colluttazione e senza usare le armi si è riusciti ad evitare e riportando in condizioni di sicurezza,

Gli stessi operatori di polizia poi sono stati costretti a recarsi al pronto soccorso con 15 giorni di prognosi ….nella stessa giornata altri poliziotti addetti alla sicurezza delle struttura penitenziaria sono riusciti a trovare abilmente celati due mini telefonini….

Come organizzazione – insiste Veneziano – confederale maggiormente rappresentativa siamo pronti ad denunciare qualsiasi tentativo di imbavagliare i nostri colleghi impegnati nelle trincee penitenziarie oggi forzati a combattere su tre fronti, una la popolazione detenuta violenta, sommata alla gravissima carenza di organico e per finire il rigurgito di vedersi usare lo strumento disciplinare da parte di taluni per governare e sottomettere i lavoratori proiettandolo indietro di oltre 60 anni….

Noi – conclude Veneziano –…ringraziamo i Poliziotti Penitenziari di Augustache hanno evitato l’evasione di un criminale da una struttura esterna evitando con grande preparazione l’uso delle armi, augurando a loro una veloce guarigione, inoltre ci complimentiamo per l’altra operazione che ha consentito il ritrovamento di ben 2 micro-cellulari, ma nel frattempo scriveremo al Ministro Bonafede e al Capo del Dipartimento Basentini e al Provveditore Regionale delle carceri siciliane per fare luce a questi aberranti episodi di aumento indiscriminato di procedimenti disciplinari per futili motivi che minano la grande competenza e valore del personale oggi unico baluardo che ancora tiene in piedi un sistema penitenziaria al fallimento totale anche grazie ai climi lavorativi impossibili. E’ chiaro che questa situazione dovrà trovare necessariamente una soluzione perchè in queste condizioni – dicono i lavoratori penitenziari – non si può lavorare.

Mauro Di Stefano