La Sicilia devastata dal fuoco? Oltre agli ecocriminali quali le responsabilita’ da parte della Regione e dei comuni ?

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I Carabinieri arrestano piromani a S.Martino delle Scale (Pa)
In proporzione gli aerei trasportano gocce d’acqua che non possono fare fronte alla distruzione del fuoco

Il boschetto della Plaja (CT)
Vigili del Fuoco al boschetto della Playa

 

Incendi che hanno fatto strage di animali e di boschi e hanno messo a rischio la vita di centinaia di cittadini costretti a fuggire anche di notte via mare!

Catania – Gli incendi che stanno devastando la Sicilia (dal boschetto della

Brucia la riserva dello Zingaro (Tp)

plaia di Catania alla riserva naturale dello Zingaro a Trapani) appiccati da piromani o da ecocriminali ma agevolati dall’incuria e dalla negligenza di enti pubblici e da privati proprietari di terreni di fatto abbandonati a se stessi non possono non essere affrontati oltre che da una prevenzione e da un’organizzazione programmata che da sempre lascia a desiderare con ritardi gestionali irresponsabili da parte della Regione che hanno più volte messo a dura prova la dotazione boschiva e la vegetazione mediterranea della Sicilia, non può più non tenere in considerazione anche una politica di adattamento ai cambiamenti climatici. Ciò dovrebbe essere rafforzato da controlli a tappeto sul territorio da parte di esperti antincendio oltre che al supporto sanzionatorio della legge sugli ecoreati e sull’aggiornamento annuale del catasto dei terreni attraversati dal fuoco che per 15 anni vieta in essi ogni iniziativa speculativa. Agli atavici ritardi dei piani regionali antincendio che arrivano sempre in grave ritardo e dopo che il fuoco ha iniziato a devastare territori interi va aggiunto il numero insufficiente dei mezzi antincendio di terra e di aria e il numero esiguo delle squadre dei Vigili del fuoco, della Guardia Forestale, della Protezione civile e degli stessi operai forestali.

E’ ovvio a tutti gli addetti ai lavori – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – che per cercare di sconfiggere gli incendi, e non solo nel periodo estivo, serve una sinergia e un impegno reale da parte di tutti i diversi soggetti pubblici e del volontariato che hanno un ruolo a livello territoriale nell’antincendio boschivo. È fondamentale che vi sia una concreta assunzione delle proprie responsabilità, in primis da parte della Regione, altrimenti il fuoco rischia di avere la meglio com’è già accaduto nei giorni scorsi in ogni parte della Sicilia (che ha 338.171 ettari di foreste e boschi, il 13,1% della superficie regionale) con incendi che non solo hanno fatto strage di alberi e animali selvatici anche in zone protette, come riserve e parchi, ma hanno messo a serio rischio la vita di centinaia di cittadini tra questi bagnanti costretti di notte a fuggire via mare con mezzi navali messi a disposizione dalla Capitaneria, dalla Guardia di Finanza e da privati.

La partita contro il fuoco, sia esso colposo che doloso raramente spontaneo, si può cercare di vincere se tutte le Istituzioni coinvolte riescono a concretizzare una indifferibile politica di prevenzione basata sui piani antincendio condivisi, con più controlli sul territorio a rischio e punendo severamente piromani ed ecocriminali, ma anche chi non rispetta gli obblighi imposti delle ordinanze sindacali locali tra questi anche gli Enti stessi, così come prevede la legge sugli ecoreati che ha introdotto nel codice penale quello di disastro ambientale che prevede fino a 15 anni di reclusione con aggravanti.