“I Carabinieri sono lo stemma dello Stato contro gli sciacalli di sempre”. 37° Anniversario eccidio Gen.C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa. ”4^ edizione della Festa dell’Onestà”

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Via Isidoro Carini
via Vittorio Emanuele presso cippo

 

Palermo – Oggi, 3 settembre, ricorre il 37° anniversario del barbaro agguato in cui persero la vita il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’Agente della Polizia di Stato Domenico Russo.

In via Isidoro Carini, sul luogo dell’eccidio, sono state deposte delle corone d’alloro alla memoria, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Giovanni Nistri, dei familiari delle vittime e delle più alte cariche civili e militari.

Le Autorità hanno poi presenziato all’interno del Comando Legione Carabinieri Sicilia alla celebrazione eucaristica, officiata dall’Ordinario Militare per l’Italia Monsignor Santo Marciano’ nella Chiesa di San Giacomo dei Militari.

Successivamente  è stato proiettato un breve filmato sul Gen. C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa, a seguire sono intervenuti il Prefetto di Palermo Antonella De Miro ed il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Giovanni Nistri.

Il Comandante Generale dell’Arma, ha salutato i figli del Gen. Dalla Chiesa, presenti alla cerimonia, evidenziando l’inscindibile legame che unisce la famiglia Dalla Chiesa ed i Carabinieri, le Autorità e tutti i suoi Carabinieri, ricordando in particolare i caduti in servizio, quale ineguagliabile patrimonio della memoria. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri rievocato le parole e gli insegnamenti del Gen. Dalla Chiesa, il quale sosteneva che l’operato dei Carabinieri deve ispirarsi ai valori della tradizione, ma nel contempo deve essere caratterizzato da un costante aggiornamento professionale e utilizzare i metodi di indagine al passo coi tempi.

Il Gen. Dalla Chiesa diceva, infatti, che i Carabinieri sono “ lo stemma dello Stato contro gli sciacalli di sempre”. I Carabinieri costituiscono, oggi come allora, presidio della legalità e baluardo della Costituzione della Repubblicana, a tutela della fasce deboli della società. L’eccidio di 37 anni fa è stato certamente un duro colpo per lo Stato, ma non ha impedito che altri esponenti delle istituzioni fossero poi capaci di adempiere in maniera silenziosa ed umile il loro dovere, riscattando così lo Stato, rendendolo sempre più forte e vanificando la vittoria che la mafia, in quella drammatica sera del 3 settembre 1982, ha pensato di avere ottenuto.

Il Gen. di C.A Giovanni Nistri ha, altresì, ricordato le nobili figure dell’Agente Domenico Russo e di Emanuela Setti Carraro, i quali  hanno condiviso il sacrificio del Generale Dalla Chiesa ed a riguardo – mutuando  una frase tratta da un libro della letteratura giapponese – ha evidenziato che Carlo Alberto Dalla Chiesa, Domenico Russo ed Emanuela Setti Carraro sono stati “all’altezza del loro compito”, perché ciò che conta non è vincere ad ogni costo ma essere anche nelle circostanze più avverse, sempre “all’altezza della situazione”    

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri ha concluso sostenendo che la commemorazione di oggi vuole lasciare come insegnamento l’impegno di ciascun rappresentante dello Stato, ad ogni livello, di cercare di essere sempre all’altezza del compito assegnatogli. Tale imperativo, dopo il 3 settembre 1982, è divenuto un autentico motto per l’Arma dei Carabinieri che, da allora, si è impegnata,  per essere sempre all’altezza di quanto le viene chiesto dalle Istituzioni e dai Cittadini e di questo vanno ringraziati  Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro  e Domenico Russo.

Alle ore 12:00 in via Vittorio Emanuele, è avvenuta la deposizione floreale presso la stele dedicata al Gen. C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa da parte dei bambini dei quartieri Cassaro, Ballarò, Danisinni, Capo e Albergheria nell’ambito della quarta edizione della festa dell’onestà, promossa dall’Associazione “Cassaro Alto”, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, dei familiari delle vittime e delle più alte cariche civili e militari.