Rifiuti. Esposto M5S su presunte irregolarità nell’ennese

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Enna – L’atto a firma del senatore Trentacoste, del deputato Ars Giampiero Trizzino e dei consiglieri comunali Amato e Solfato: “La Procura ennese individui cause ed eventuali responsabili su mancato trasferimento mezzi e impianti e del relativo personale dalla società EnnaUno SPA alla S.R.R.”. 

Sul mancato trasferimento dei mezzi, degli impianti e del relativo personale dalla società EnnaEuno S.p.A. alla SRR, così come stabilito dalla legge regionale n.9 del 2010 e dalle successive note dell’Assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità e dalla determina del Commissario straordinario della SRR, intervengono i portavoce del Movimento 5 Stelle che, hanno depositato, direttamente nelle mani del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna Palmeri, un atto di esposto in cui si chiede che la magistratura avvii le indagini al fine di accertarne le cause e, conseguentemente, gli eventuali responsabili. A firmare l’esposto: il senatore Fabrizio Trentacoste, il deputato all’Ars Giampiero Trizzino e i consiglieri comunali Cinzia Amato e Davide Solfato. 

Gli impianti, i mezzi e le attrezzature, – spiegano i Cinquestelle – sono stati acquistati e realizzati tutti con fondi pubblici. In primis, l’impianto di compostaggio di Dittaino, realizzato dalla Provincia Regionale di Enna e finanziato con ordinanza n. 1223 del 23 settembre 2004 del Commissario per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, per un importo comprensivo delle somme a disposizione pari a € 3.490.500,00. L’impianto, che avrebbe potuto segnare un’inversione di tendenza nella gestione dei rifiuti del territorio, veniva consegnato all’ATO nel 2007 dalla Provincia regionale di Enna, ma non è mai entrato in funzione, arrecando un grave danno all’intero territorio, basti pensare che l’umido nella nostra provincia equivale al 35 percento del totale dei rifiuti”. 

E ancora, – continuano il senatore Trentacoste e i due consiglieri Amato e Solfato – il centro intercomunale per il recupero dei rifiuti urbani, nel territorio di Gagliano Castelferrato, è stato realizzato con finanziamento concesso con ordinanza commissariale n. 1779 del 31 dicembre 2004, per un importo pari a Euro 3.671.567,00, ma anche questo non è mai stato messo in funzione”. 

E infine, – concludono i tre portavoce Cinquestelle dell’Ennese – i mezzi e le attrezzature per la raccolta differenziata dell’ATO EnnaEuno sono stati acquisiti e finanziati con fondi comunitari”. 

Il mancato passaggio degli impianti della provincia di Enna, pagati con denaro pubblico, – afferma il parlamentare all’Ars Giampiero Trizzino – dalle ex Ato alle Srr, è soltanto uno degli aspetti oscuri di una gestione tutt’altro che limpida. L’intervento della magistratura, in un quadro così controverso, ci sembra l’unica strada percorribile per individuare non solo i responsabili, ma anche le dinamiche che hanno portato ad un sistema che, ad oggi, ha favorito soltanto i privati. Sul punto, abbiamo interessato anche la commissione Antimafia regionale, attraverso una nota con la quale chiediamo che in quella sede vengano discusse le questioni del mancato trasferimento del personale e degli impianti dalle ex Ato alle Srr, così come previsto dalla legge”.

Prima di concludere l’incontro con il Procuratore, – dice in ultimo Trentacoste – abbiamo voluto esporre anche tutte le nostre preoccupazioni in merito alla discarica che si vorrebbe realizzare nel territorio di Centuripe. Questa battaglia non si ferma. Nella gestione dei rifiuti, anche nel nostro territorio, abbiamo sempre denunciato speculazioni sulla pelle dei cittadini e a danno dell’ambiente”.