I 60 de la Rinascente ma i catanesi avrebbero molto da recriminare per i danni irreversibili subiti dalla loro citta’ storica! Un vero e proprio scempio legalizzato!

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Catania – La Rinascente festeggia i 60 anni dalla sua edificazione in via Etnea ma i catanesi avrebbero  da recriminare per i danni irreversibili subiti dalla loro città per la costruzione di tale edificio in pieno centro storico a danno di un palazzo ottocentesco, della Sala Roma e della necropoli ellenistica-romana! Un vero e proprio scempio legalizzato!

Catania attende da 60 anni di  riscoprire la necropoli ellenistica-romana occultata sotto La Rinascente di via Etnea, un patrimonio archeologico di grande valore storico e culturale, bene inalienabile della città e dei suoi cittadini. L’edificio de La Rinascente di via Etnea fu edificato tra il 1957/59 a danno dello storico  palazzo storico del Barone Spitaleri che fu abbattuto senza alcuna pietà culturale con il consenso delle Autorità competenti (allora era la Soprintendenza di Siracusa che si occupava anche di Catania) il quale peraltro ospitava nelle ex scuderie il rinomato ed elegante  cinema Sala Roma  di grande valore architettonico (originariamente Music Hall o Cinema Hall)  progettato dall’architetto Paolo Lanzerotti.

Inoltre  durante gli scavi per le fondamenta de la Rinascente- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia –  fu rinvenuta un’ampia necropoli di età tardo ellenistica-romana di oltre duemila anni. Sito archeologico di grande valore storico, che però non le valse il diritto di poter essere salvato dalla sua esposizione alla luce del giorno in quanto i lavori per la costruzione dell’edifico non furono fermati ma autorizzati dalle Autorità competenti che però avrebbe ottenuto il ‘vincolo di accessibilità’. Tuttavia i cittadini catanesi e i turisti non hanno mai avuto dal 1959, anno dell’inaugurazione, il diritto acclarato dalla normativa vigente di poterlo visitare. Peraltro ci è del tutto sconosciuto lo stato di preservazione e conservazione della necropoli in quanto non visitabile. Ma da notizie apprese da studi effettuati da archeologi, apparsi su pubblicazioni specialistiche, si vorrebbe che tale bene sarebbe stato alterato da interventi, che non sarebbero stati autorizzati dalle Autorità competenti, che ostacolerebbero la possibilità di accedere a tale sito archeologico.

Ciò anche in quanto si tratta di un bene archeologico patrimonio indisponibile dello Stato nel rispetto della spesso dimenticata Costituzione ed in relazione alle cose d’interesse archeologico rinvenute in Italia dopo l’entrata in vigore della L. 20 giugno 1909, n. 364, poi rafforzata dalla legge 1° giugno 1939, n. 1089 (legge Bottai) leggi che avrebbero dovuto, se rispettate dalle stesse autorità competenti, a nostro avviso, fermare la costruzione dell’edificio nel rispetto dell’interesse pubblico e della storia della città. Lo stesso Codice dei Beni Culturali del 2004 all’articolo 105 “Diritti di uso e godimento pubblico” così recita:“ Il Ministero e le regioni vigilano, nell’ambito delle rispettive competenze, affinché siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle disposizioni della presente Parte.”

Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali l’anno scorso aveva proposto che nel rispetto  della normativa vigente sui beni culturali e nel rispetto del “vincolo di accessibilità”, la necropoli potesse essere riportata alla luce della conoscenza culturale e visiva dei cittadini catanesi e  dai turisti, ma come ognuno ha potuto appurare direttamente non si è avuta alcuna disponibilità.

Ph copertina:scavi per la realizzazione della Rinascente nel 1957

Necropoli sotto la Rinascente
Cinema Hall o Music Hall, dal 1932 Sala Roma