Tratta e dello sfruttamento sessuale. La cooperativa sociale Proxima Ragusa in Romania

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Azione di sistema per sensibilizzare i giovani sul fenomeno della tratta e dello sfruttamento sessuale e per cercare di prevenire nuove forme di adescamento”

Roma – Il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio dei ministri ha finanziato, attraverso i progetti “Mettiamo le Ali”, dell’associazione Lule e Fondazione Somaschi, e “Fari 3”, della cooperativa sociale Proxima Ragusa, l’azione di sistema denominata “La Bussola”. Le associazioni in questione si occupano del fenomeno della tratta e dello sfruttamento lavorativo, sessuale, contro l’accattonaggio e le economie illegali. “Noi di Proxima – chiarisce Ausilia Cosentini che ha curato l’azione di sistema – siamo operativi sul territorio siciliano (province di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Agrigento) in cui è presente in maniera massiccia il fenomeno dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. L’associazione Lule e la Fondazione Somaschi, invece, lavorano nel Nord Italia occupandosi principalmente di contrastare il fenomeno dello sfruttamento sessuale. In Romania, la nostra cooperativa si è occupata di attuare un focus, anche attraverso materiale audiovisivo, sullo sfruttamento lavorativo, mentre l’associazione Lule onlus e Fondazione Somaschi sono intervenute per parlare di sfruttamento sessuale e lo hanno fatto, assieme agli operatori Proxima, all’interno di alcune scuole e associazioni di Slatina, Botosani (Flamanzi), Iasi e Targu Furmos, Bacau. In aree della Romania, insomma, dove è più concentrata la presenza di famiglie disagiate, da dove provengono la maggior parte dei lavoratori presenti nelle nostre zone e delle ragazze che si prostituiscono in Lombardia. I progetti mirano a portare avanti azioni di prevenzione e informazione rivolti alla popolazione romena, con particolare attenzione ai giovani che sono i più esposti a questa problematica”.

Attraverso questa azione di sistema, l’equipe composta dalle associazioni in questione, si è resa conto delle reali condizioni socioeconomiche delle donne e degli uomini che dalla Romania giungono in Italia.

Le modalità di attuazione si sono concretizzate attraverso la realizzazione dell’esperienza del viaggio in Romania della durata di 10 giorni. In particolare 3 giorni sono sati impiegati per svolgere le attività accennate nel Sud della Romania nelle città di Slatina, Craiova, con il sostegno delle associazioni Bambini in Romania e Inter Campus Romania che supportano operativamente il progetto. Un giorno è stato dedicato allo spostamento verso la parte nord del Paese dove sono proseguite le attività.

La seconda parte del viaggio si è svolta sul territorio compreso dalle città di Iasi e Targu Furmos, Bacau, Botosani, luoghi dai quali provengono la maggioranza dei romeni che arrivano nel territorio della Sicilia Sud orientale, maggiormente dediti ad attività lavorative in campo agricolo ad alto rischio di sfruttamento lavorativo. “Anche in questo territorio – continua Cosentini – siamo stati supportati dall’attività di alcune organizzazioni ed in particolare per le zone di Iasi, Targu Furmos e Bacau da Valore plus, organizzazione che lavora per difendere e promuovere i diritti umani attraverso la prevenzione, l’assistenza, la formazione, la ricerca, attualmente dedita ad attività con i minori presso le scuole pubbliche. Per quanto riguarda il distretto di Botosani abbiamo fissato autonomamente i vari incontri con le scuole. I destinatari finali sono stati giovani maschi e femmine dai 13 ai 23 anni sia nella zona a nord che a sud della Romania, mentre destinatari intermedi sono stati tutti gli stakeholder che a vario titolo si occupano di fasce deboli ad alto rischio di sfruttamento. Con i nostri incontri abbiamo raggiunto e sensibilizzato più di mille ragazzi e ragazze delle scuole superiori e medie”.

Proxima prevede di realizzare ancora incontri di informazione e sensibilizzazione, interviste con i mezzi di informazione rumeni, presentazioni in ppt da utilizzare negli interventi, anche a distanza, con le scuole in Romania.

Durante tutte le presentazioni del nostro progetto – spiega ancora Cosentini – sono stati distribuiti un volantino di informazione sulle dinamiche della tratta e dello sfruttamento e il numero verde nazionale contro la tratta. Appronteremo, a breve, un report che documenti il viaggio fatto. Riteniamo che i risultati attesi (maggiore conoscenza e collaborazione tra i due enti capofila dei due progetti regionali; maggiore conoscenza del fenomeno della tratta e dello sfruttamento sessuale e lavorativo da parte dei giovani e adolescenti romeni; maggiore conoscenza del fenomeno e degli aspetti interculturali da parte degli operatori dei servizi di contatto anti-tratta; prevenzione di nuove forme di adescamento e conseguente diminuzione) siano stati raggiunti”.