Inceneritori. Costa sconfessa Musumeci

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la discarica di Motta

Altro che inceneritori a Plermo e Catania il presidente della Regione quale commissario ai rifiuti dovrebbe commissariare se stesso e tutti i sindaci inadempienti!

Catania – Il Presidente della Regione Musumeci riesce dal cilindro dell’impotenza declamata sui rifiuti e sul loro smaltimento e differenziata due inceneritori, uno a Catania e l’altro a Palermo, che vengono subito bocciati dal Ministro dell’Ambiente Costa anche se esisterebbe ancora il decreto nazionale Sblocca Italia che li prevedrebbe a discapito dell’indifferenziata e della salute dei siciliani già messi a dura prova dall’ampliamento continuo e illegittimo delle discariche che si arricchiscono grazie alle tasse sui rifiuti che i cittadini pagano che in Sicilia spesso sono al massimo consentito.
Come sostiene il Ministro dell’Ambiente – afferma Alfio Lisi Portavoce di Free Green Sicilia – quello che manca in Sicilia è, guarda caso, la volontà politica di mettere in essere in ogni Comune la raccolta differenziata ‘porta a porta’ oltre agli impianti che la facilitano come quelli per l’organico che costituisce la frazione più importante dei rifiuti prodotti e quelli per il loro riciclo e riuso che rendono, come risaputo, superflua, costosa ed ecologicamente non sostenibile.
D’altronde le stesse sei ordinanze del 2018 del Presidente della Regione sull’obbligo della raccolta differenziata che in teoria avrebbero dovuto obbligare i Comuni ad arrivare ad un minimo del 30% di differenziata entro il 31 luglio del 2018, sono rimaste di fatto lettera morta. Lo si intuiva già in partenza ma sicuramente è stata una strategia per spostare le proprie responsabilità come Regione ai Sindaci dei Comuni siciliani che sicuramente non hanno brillato per impegno e per capacità né tanto meno sono stati commissariati come si sarebbe dovuto fare.
Purtroppo grazie all’incapacità di chi a turno ha governato la Regione e i Comuni la Sicilia continua a detenere un primato di cui non può vantarsi restando da sempre il fanalino di coda tra le Regioni italiane per la percentuale di raccolta differenziata che sarebbe dovuta dal 2016 essere arrivata al 65% del totale rifiuti prodotti ma che invece è rimasta ferma al 9% grazie soprattutto alle grandi città dove il ‘porta a porta’ è quasi inesistente o fermo al 5% della loro popolazione complessiva.
Altro che inceneritori che ai siciliani costerebbero in tasse e in salute! Il Presidente della Regione dovrebbe prendere coscienza della propria incapacità di gestire i rifiuti anche in quanto risorsa e in qualità di Commissario ai rifiuti dovrebbe prima ‘commissariare’ se stesso e poi tutti quei Sindaci incapaci e inadempienti.