Medici veterinari convenzionati, alle 9,30 manifestazione in piazza Ziino

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Chiedono alle Asp l’incremento a 38 ore del loro incarico a tempo indeterminato

Palermo – Manifestano alle 9,30 in piazza Ziino i medici veterinari della specialistica convenzionata. Sono 51 a Palermo e 343 in tutta la Sicilia e lavorano nel dipartimento di sanità pubblica veterinaria delle Asp nelle tre aree di appartenenza. Chiedono innanzitutto l’incremento dell’orario di lavoro, con l’obiettivo delle 38 ore settimanali. E propongono, per risolvere le criticità sanitarie e commerciali del settore zootecnico, di poter accedere, con una quota di riserva del 40-50 per cento per gli specialisti che ne fossero interessati, ai concorsi pubblici per la dirigenza.
Una protesta supportata dalla Fp Cgil Palermo, tra le sigle che fanno parte della federazione che raggruppa i veterinari specialisti ambulatoriali (Fespa). “Chiediamo – dicono i veterinari convenzionati – che il nostro accordo collettivo nazionale sia attuato in tutte le sue parti normative e chiediamo l’incremento orario per far sì che la trasformazione di cui abbiamo goduto non si areni a un semplice part-time ma giunga a una stabilizzazione vera e propria, a tempo pieno”.
Una richiesta che dall’ultima protesta, nel 2008, non è mai stata esaudita. I più penalizzati sono i medici veterinari convenzionati dell’Istituto zooprofilattico, che hanno un carico di appena 7 ore settimanali. Altri lavorano per 14 o 18 ore e sono pochissimi, neanche una decina, quelli stabilizzati a 32 o 38 ore. “Con questo esiguo monte orario non riusciamo a garantire livelli essenziali di assistenza e di prestazioni”, dichiara Catia Scollo, coordinatore regionale dell’area medico veterinaria della Federazione degli specialisti ambulatoriali (Fespa).
Una situazione di disagio che riguarda in pratica tutti veterinari che, da oltre un ventennio, lavorano nei macelli, negli allevamenti zootecnici, si occupano di qualità e sicurezza alimentare, di salubrità e biosicurezza, di controllo delle malattie trasmissibili, di acquacoltura, apicoltura, randagismo, farmaco-sorveglianza e antibiotico resistenza. “Palermo e la Sicilia sono indietro rispetto a quanto richiesto in ambito nazionale e comunitario e cioè l’eradicazione totale da alcune malattie come brucellosi e tubercolosi, i cui livelli preoccupanti sono rilevati dal piano regionale integrato 2015/2018.”.
In Sicilia, secondo la Federazione degli specialisti ambulatoriali, la proposta di incrementare le ore a tutti i medici veterinari specialisti, così come fatto in altre regioni del meridione, e in Campania in particolare, porterebbe anche a un risparmio in termini di costi sanitari di ospedalizzazione e di indennizzo. “E porterebbe alla presa in carico della gestione della governance sanitaria da parte di medici veterinari specialisti che, assieme ai colleghi della dirigenza – aggiunge la Fespa – con competenza e passione, vorrebbero essere parte attiva di un nuovo modo di fare sanità pubblica”.
Per permettere alle varie Asp siciliane di raggiungere obiettivi indispensabili Fespa chiede di redistribuire le ore non ancora assegnate e resesi disponibili a seguito dei pensionamenti e delle ore lasciate libere per il passaggio di medici specialisti alla dirigenza e propone di avviare le procedure concorsuali prevedendo una riserva del 40-50 per cento dei posti messi a concorso ai medici veterinari specialisti. Così facendo, si avvierebbe un percorso virtuoso che permetterebbe di rimodulare e ridistribuire le ore che verrebbero utilizzate per portare a completamento gli specialisti ambulatoriali rimasti tali. Così facendo, nel giro di pochi anni potremmo riuscire veramente a riprogrammare i servizi in tutte le Asp, con la visione a lungo raggio del turn over ormai imminente”.
“La dedizione del lavoro portato avanti in questo decennio – conclude Catia Scollo- e i risultati sanitari ottenuti meritano il giusto riconoscimento”.