Festa dell’albero o ‘festa’ all’albero?

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La ‘festa’ agli alberi e’ stata fatta scempiandoli radicalmente o sfregiandoli impunentemente!

E’ toccata anche ai platani storici e al ficus monumentale del gia’ trasfigurato giardino Bellini!

Catania – Dopo l’eliminazione fisica e senza alcuna motivazione apparente dei Pini di via Dusmet, dei due storici Abeti di piazza Beato Angelico, delle palme di piazza Iolanda per non parlare della devastazione dolosa e per incuria del Boschetto della Plaia è toccato ai platani storici e al monumentale del Giardino Bellini riconosciuto Bene Culturale ed ovviamente come tali dovrebbero essere considerate tutte le piante esistenti all’interno dello stesso ed il patrimonio architettonico e artistico in quanto senza di essi non esisterebbe.
Non riusciamo a capire come sia stato possibile segare uno dei platani secolari più grandi e più vecchi presenti nella parte del Giardino Bellini più vicina a piazza Roma quando quello che rimane di tale albero farebbe pensare che tale pianta sia in buone condizioni.
A pochi passi da quello che resta dello storico platano – afferma Alfio Lisi

Giardino Bellini Ficus monumentale trasfigurato
Giardino Bellini Ficus monumentale trasfigurato
Giardino Bellini Ficus monumentale
Giardino Bellini, segato platano storico

portavoce di Free Green Sicilia – vi è il monumento vivente Ficus Magnolideis, piantato nel 1860, riconosciuto tale da Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 23 ottobre 2014 “Istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia” di fatto trasfigurato in quanto non protetto e trasformato inpunentemente in un parete inerte con tanto di scritte e incisioni che lo deturpano e lo sfregiano da tempo e senza che siano mai stati presi provvedimenti per salvaguardarlo anzi sopra le radici sono stati installati da tempo due strutture di metallo che tolgono dignità e rispetto alla pianta e che dovrebbero essere trasferiti in uno spazio idoneo senza mai dimenticare che ci troviamo dentro in un Giardino storico.
Eppure tale Ficus dovrebbe essere visto e considerato alla stregua di un qualsiasi altro bene culturale e storico essendo parte del patrimonio protetto, e dunque inalienabile, della città ma essendo anche un essere vivente dunque ogni nostra azione dovrebbe tenere in considerazione anche la sua esistenza la cui attività fisiologica permette la vita sulla terra.
Forse pochi conoscono la poesia di Trilussa “Il testamento di un albero” “… Lascio i fiori al mare, lascio le foglie al vento, i frutti al sole e poi tutti i semetti a voi. A voi, poveri uccelli, perché mi cantavate la canzone nella bella stagione…” ma sicuramente tutti sappiamo che gli alberi come l’acqua rendono possibile la vita nella terra ma si continua a trattarli come un pericolo ed abbatterli come pali senza vita quando invece in città ad esempio ci donano (chiedendo solo rispetto e acqua che spesso si dimenticano) bellezza, ombra, frescura e soprattutto ossigeno dove lo smog la fa da padrone mentre chi dovrebbe non prende sul serio la grave pericolosità per la salute e la qualità della vita dei concittadini.
Ma la cosa più sconcertante – sostiene Lisi – è che tutto ciò avviene in una città da sempre tra quelle meno vivibili ed ecologiche e con meno verde pro-capite e che, tra l’altro, non ha applicato la legge del 1992 “Un albero per ogni bambino” come se a non esistesse. Se invece fosse stata applicata Catania sarebbe una delle città europea con la più vasta estensione di verde e conseguentemente con il minor tasso di inquinamento e dunque una città a misura d’uomo e di bambini ovvero eco-sostenibile.