Le proiezioni al 2050 del Living Blue Planet Report

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Palermo – I dati indicati da WWF e Zoological Society di Londra descrivono in modo drammatico il degrado del pianeta. Un primo profilo riguarda il dimezzamento della vita del mare, considerato al 2015. Ma il tempo trascorso da allora comporta sicuramente maggiore pessimismo.

In poco più di 40 anni il numero degli animali marini (mammiferi, uccelli, rettili e pesci) si è dimezzato a causa delle attività umane. Pesca eccessiva, inquinamento e riscaldamento globale le principali cause. E’ l’allarme lanciato dal WWF e dalla Zoological Society di Londra nel Living Blue Planet Report che ha seguito l’andamento di 5.829 popolazioni di 1.234 specie, verificando un calo del 49% della popolazione marina dal 1970. La famiglia degli Scombridae (che include pesci come i tonni e gli sgombri) ha visto la propria popolazione ridursi del 74%. Le barriere coralline entro il 2050 potrebbero scomparire del tutto, assieme ai tonni. Altro allarme riguarda il pericolo rappresentato dalla plastica per le tartarughe marine.

Nel mondo oltre la metà delle tartarughe marine ha ingerito plastica o altri rifiuti prodotti dall’uomo. L’allarme viene da uno studio dell’Università del Queensland. Ogni anno finiscono negli oceani tra le 4 e le 12 tonnellate di plastica. Tra le acque più pericolose ci sono le coste orientali dell’Australia e del Nord America, del Sud-Est asiatico, dell’Africa meridionale e quelle delle Hawaii. A rischio un numero crescente di specie animali. Tra esse la meravigliosa tigre. Nuovo allarme proviene infatti per la tigre del Bengala in Bangladesh: nelle Sundarbans – la più grande foresta di mangrovie al mondo – ne restano solo cento. In un precedente censimento, del 2004, gli esemplari individuati erano circa 440. Il censimento è stato condotto con apparecchi fotografici. Gli esemplari individuati sono stati tra gli 83 e i 130. A questi vanno aggiunte le 74 tigri contate in precedenza nella parte indiana delle Sundarbans.

Aumenta frattanto il commercio dei cuccioli di orango, primate che assieme al gorilla presenta la maggiore affinità con la specie umana. Ad esso si oppone l’Agenzia per la conservazione della Natura ed il Centro per la protezione degli Oranghi. E’ chiaramente venuto il momento che la battaglia per la sopravvivenza della biodiversità, e dell’intero pianeta, veda affiancata l’opinione pubblica mondiale alle battaglie condotte dal WWF, da Greenpeace e dalle altre più credibili associazioni ambientaliste.

Paolo Massimiliano Paterna