In pericolo i trichechi del nord

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Palermo – Abbiamo ricordato più volte come siano gli animali le prime vittime inconsapevoli della consapevole cattiveria dell’uomo. Così le modifiche climatiche causate dalla nostra specie finiscono per coinvolgere -l’avevamo precedentemente denunciato sotto altro profilo- anche i trichechi della banchisa polare dell’Artico,  anzi di ciò che resta di essa durante l’estate.

Attorno alla fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, i trichechi dimoranti nel Pacifico, nel nord dell’Alaska americana e nel mar di Chukchi e di Chukotka della Federazione Russa, si spostano verso le acque poco profonde della piattaforma continentale. L’obiettivo sono le gustose prede dei fondali marini. L’innalzamento della temperatura ha però portato negli ultimi anni alla progressiva scomparsa dello strato di ghiaccio che protegge e favorisce le zone di alimentazione preferite dai trichechi. Essi sono così costretti a riunirsi, a migliaia, lungo la costa, incontrando molta maggiore difficoltà nella ricerca di cibo. Lo stesso fenomeno negativo che riguarda l’orso polare.

Ma c’è un’altra negativa conseguenza apportata da questa modifica. Il tricheco è sempre più costretto a radunarsi, ed è sempre più raro trovare esemplari solitari. In Alaska sono stati osservati branchi di trichechi di decine di migliaia di animali. In queste instabili e pericolosissime adunanze i piccoli corrono grandi pericoli. Non solo di essere coinvolti e schiacciati nelle sanguinose e spesso mortali sfide tra grossi maschi per il controllo di un harem di femmine. Spaventi improvvisi possono infatti anche coinvolgere migliaia di esemplari che, spostandosi, rischiano di travolgere ed uccidere i piccoli.

Meritori diventano quindi gli sforzi di mobilitazione di villaggi vicini che cercano di non turbare la tranquillità di questi enormi assembramenti di animali. Anch’essi causati dalla incessante attività dell’uomo che, con ricerche di energie fossili e contrasti per il controllo politico e minerario del Polo, sta stravolgendo tranquillità, bellezza e purezza di uno degli ultimi paradisi degli animali.

Paolo Massimiliano Paterna