Lavoro e Diritti. Rivista sindacale e dei diritti dei cittadini. Piu’ circolano le idee e piu’ siamo liberi e forti

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Lavoro e Diritti. Rassegna Sindacale e dei Diritti del Cittadino a cura del Prof. Avv. AurelioD’Amico

 

Buono postale “ritoccato”: vittoria a Messina

L’operatore di Poste aveva cambiato manualmente l’intestazione del buono: grazie a Confconsumatori, Poste rimborsa capitale e interessi

Messina – Un consumatore aveva acquistato nel 2001 un buono postale a cui un operatore di Poste Italiane aveva poi cambiato manualmente la serie di riferimento, negando il rimborso. Confconsumatori ha presentato ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), in seguito Poste Italiane ha riconosciuto il diritto del consumatore al rimborso del capitale e degli interessi del buono.  Il buono fruttifero postale con serie “AF” era stato acquistato dal risparmiatore il 5/2/2001 e prevedeva il raddoppio del capitale dopo 9 anni e 6 mesi e la triplicazione dopo 14 anni. Al momento dell’incasso del buono, però, Poste Italiane aveva rifiutato il rimborso.  Il consumatore, chieste spiegazioni allo sportello di Poste Italiane, gli era stato comunicato che il buono postale, anche se riportava l’indicazione della serie “AF”, apparteneva invece alla serie “AA2”. «L’operatore di Poste aveva perciò provveduto manualmente alla correzione del contrassegno negando poi, in virtù del nuovo codice, il rimborso del buono, in quanto trascorso il termine prescrizionale di dieci anni per buoni della serie AA2», ha specificato Fulvio Capria, responsabile provinciale Confconsumatori Messina.  Il risparmiatore si è, quindi, rivolto a Confconsumatori per presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, che ha dato ragione al consumatore, rilevando l’illegittimità della correzione manuale della serie del buono postale effettuata allo sportello. L’ABF ha quindi riconosciuto il diritto del consumatore a essere rimborsato del capitale e degli interessi maturati secondo la serie originaria riportata sul certificato e quindi non ancora prescritta.  In sede di risoluzione stragiudiziale, Poste Italiane, ha riconosciuto come legittime le pretese del consumatore, e ha dichiarato quindi la propria disponibilità al rimborso del capitale e degli interessi. «Si tratta di una importante vittoria – conclude Capria -. In quanto viene espressamente riconosciuta da Poste Italiane l’illegittimità dell’operato dell’Azienda nella correzione manuale di un buono postale e la validità delle condizioni contrattuali riportate sul certificato».

 

 

Conf.A.I.  (Confederazione Amministratori Immobiliari)

Reati in Condominio – Atti osceni in condominio,  anche il singolo condomino, e non solo l’amministratore, può presentare querela per violazione di domicilio rispetto alle parti comuni dell’edificio.

A seguito del ricorso presentato dal condannato in sede di Corte di Appello,  la Cassazione  sostiene che  il proprietario della singola abitazione condominiale ha diritto a presentare la querela per chiedere la punizione della violazione di domicilio anche quando si tratta di parti comuni dell’edificio. E ciò perché la legittimazione a tutelare la proprietà privata appartiene al singolo condomino e soltanto in via eccezionale all’amministratore, quando c’è l’unanime richiesta dei condomini che gli conferiscono l’incarico ad hoc. Sono le stesse Sezioni unite civili a riconoscere che il singolo condomino è legittimato ad agire e a resistere a tutela dei beni comuni, affiancando l’amministratore (Cass. civ. S.U. n. 10934/19). Alla stregua delle considerazioni svolte dalla giurisprudenza di legittimità civile, ritiene il Collegio che non vi sia alcun motivo ostativo alla tutela del singolo condomino in sede penale rispetto al reato di violazione di domicilio allorché, come nella specie, l’imputato si sia introdotto, contro la volontà del soggetto che disponeva del diritto, nel fabbricato, occupando l’androne condominiale e le scale. Egli è infatti certamente titolare del diritto e come tale ha una legittimazione, quanto meno concorrente con quella dell’amministratore, o eventualmente surrogatoria, a presentare la querela. Nella specie la querela risulta correttamente presentata dalla parte legittimata. La predetta sentenza ci aiuta a scoprire non solo il diritto del singolo condomino ma anche il senso di responsabilità e di partecipazione che deve avere ogni condomino per la tutela delle parti  comuni.