‘Avvulu rossu’: salvaguardiamo e proteggiamo con l’imposizione del vincolo monumentale uno dei simboli storici della citta’ rimasto miracolosamente in vita!

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Catania – Free Green Sicilia propone la salvaguardia e l’imposizione del vincolo monumentale nazionale al secolare e ‘sacro’ ‘Avvulu rossu’, un Platanus rimasto miracolosamente in vita, così come soprannominato da oltre un secolo dai catanesi uno dei simboli della città! Dal 1° febbraio del 2013, grazie alla legge 10, è diventata finalmente obbligatoria la tutela degli alberi monumentali oltre al catasto comunale degli alberi. Questo significa che i Comuni sono obbligati a censire e classificare gli alberi di proprietà pubblica piantati nell’area di pertinenza urbana e chi ne provoca il danneggiamento o l’abbattimento dovrà pagare fino a 100 mila euro di sanzione . Inoltre ogni Sindaco dovrà obbligatoriamente rendere noto, alla scadenza naturale del suo mandato, il bilancio arboreo del Comune indicando il numero di alberi piantati e i motivi di quelli estirpati oltre allo stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza.

Ma la prioritaria novità della legge sulla tutela degli alberi riguarda la tutela e la salvaguardia degli alberi considerati monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. La stessa legge ha definito le caratteristiche dell’albero monumentale da proteggere ovvero: l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, “considerati entrambi come rari esempi di maestosità e longevità, per eta’ o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali”.

Già il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito nell’elenco nazionale degli ‘alberi monumentali’, grazie a formali richieste, cinque storici e magnifici alberi della città tre di questi vivono all’interno del Giardino Bellini: il maestoso Ficus macrophylla, alto 30 metri, e due altissime Araucariebidwillii Hook, una alta 40 e l’altra 45 metri. Il quarto albero, una stupenda Dracaena draco o Albero del Drago, si trova nell’Orto Botanico in via Etnea e il quinto, un altro magnifico Ficus macrophylla di 25 metri, vive nel parco dell’Istituto Superiore Valdisavoia di Cibali.

Ecco perché Free Green Sicilia – afferma Alfio Lisi portavoce dell’Associazione – ha proposto al Ministro delle Politiche Agricole e al Comune di adoperarsi affinchè l’elenco del Ministero delle Politiche Agricole includa nell’elenco degli alberi monumentali italiani uno dei simboli storici e culturali della città: ci riferiamo al secolare Platano (genere Platanus della famiglia dei Platanacee alto circa 20 metri) posto alla confluenza tra le vie Dusmet e Porticello, meglio conosciuto dai catanesi come “l’avvulu rossu” che peraltro per decenni ha dato involontariamente il nome alla zona. L’ultracentenario Platano (pianta sacra in tutto l’Oriente in quanto considerata simbolo di Dio) collocato nella punta estrema del Palazzo Arcivescovile è stato testimone di veri e propri duelli rusticani tra gentiluomini catanesi oltre che riferimento, come tramandato da testimonianze orali popolari vere o fantasiose che siano, di incontri amorosi e ritrovo di malavitosi del luogo nel periodo che va dalla fine dell’800 e dei primi decenni del ‘900. Platano, di oltre 150 anni, intorno alla metà del secolo scorso ha subito con successo un intervento botanico di consolidamento (e dunque necessita di attenzione da parte di veri specialisti botanici riconosciuti) che l’ha condotto fino ai giorni nostri mentre oggi si preferisce tagliarli di netto come dimostrano gli ultimi abbattimenti di platani, abeti, pini, eucalipto e perfino Araucarie secolari come quella di Ognina, che dimostra la poca riconoscenza di chi dovrebbe avere a cura il più che limitato patrimonio botanico della città (tra le meno dotate di verde pubblico in Italia e che ha dimenticato volutamente la legge ‘un albero per ogni bambino nato’ che avrebbe trasformato Catania in una città green) che naturalmente e gratuitamente ci offre ossigeno e bellezza oltre a difenderci dallo smog, dai rumori, dal caos , dal sole in estate e dal vento e dalla pioggia in inverno.