Forum di Bioetica con due appuntamenti a Ragusa ed a Comiso. Per fare il punto sul tema “oltre il fine vita – la dignita’ del morire”

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Don Giorgio Occhipinti

Ragusa – In continuità con le iniziative per le celebrazioni della 42esima Giornata per la Vita e della XXVIII Giornata del Malato, il Forum di Bioetica organizzato dalla Diocesi di Ragusa si è prefissato l’obiettivo di approfondire un tema delicato e attuale: “Oltre il fine vita – La dignità del morire”. “Vogliamo offrire alla comunità ecclesiale diocesana – spiega il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti – l’opportunità di leggere il problema sul piano scientifico ed etico”. Due i momenti di approfondimento organizzati. Il primo si terrà giovedì 27 febbraio alle 16,30 all’auditorium Carlo Pace, in via Piemonte, accanto al teatro Naselli, a Comiso. Il secondo il giorno dopo, venerdì 28 febbraio, alle 19,30, all’auditorium Saro Digrandi dell’istituto Galileo Ferraris, in via Pietro Nenni a Ragusa. La partecipazione è aperta a tutti. Relazioneranno il dirigente medico della Rsa di Comiso, Rosario Giurato, e Giuseppe Di Mauro, docente di Teologia morale scuola teologica di base, vicedirettore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della cultura. Nel messaggio dei vescovi per la Giornata della Vita 2020, si legge, tra l’altro: “Incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. L’ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri”. In una specifica ottica, poi, va affrontato il discorso delle cure palliative. “Le cure palliative – chiarisce don Occhipinti – si rivolgono anche alla persona che ancora riceve terapie volte alla risoluzione della malattia (per esempio la chemioterapia) con il fine di migliorarne la qualità di vita. In questo caso sono definite cure palliative precoci o simultanee. Le cure palliative non possono prescindere da una terapia del dolore che spesso si associa alla cura della persona che sta affrontando l’ultimo periodo della sua vita. Vengono quindi utilizzati sia metodi farmacologici contro il dolore che non farmacologici di supporto (psicologici, cognitivi, comportamentali, agopuntura, massaggio, fisioterapia, terapia occupazionale, meditazione, terapie artistiche, musicoterapia…). Il dolore è, infatti, fra tutti i disturbi (sintomi), quello che più mina l’integrità fisica e psichica del malato e che più angoscia e preoccupa i familiari, con un notevole impatto sulla loro qualità della vita”. L’iniziativa vede il coinvolgimento anche delle scuole per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale – Ambito Territoriale di Ragusa e della Cattedra per il Dialogo tra le Culture, oltre al patrocinio dell’Asp di Ragusa e dell’Ordine dei Medici.