L’urlo dei credenti, attanagliati dal virus , “Dio dove sei?” di Nicolò Mannino  

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Monreale (PA) – L’urlo dei credenti, attanagliati dal virus, “Dio dove sei?” di Nicolò Mannino.

«Immersi nella “Settimana Santa”, mai come in queste settimane la preghiera e l’implorazione d’aiuto ha dominato la giornata dei credenti. Tanti hanno compreso che la vita è come l’erba dei campi (per dirla con il salmista) “cresce al mattino e avvizzisce la sera”. Per molti è solo un accumulare senza nessun timore che tutto può svanire nel nulla, per altri ancora è un “dono” da vivere nella massima espressione della gratitudine verso Colui che l’ha donata per amore. In questo scenario una sola certezza: il virus fa sul serio, non risparmia e non fa sconti a nessuno. Dai balconi sventolano tricolori con scritte varie che inneggiano alla positività ma anche il bambino più distratto comprende che si tratta di paura travestita da ottimismo. Da più parti un grido “Dio dove sei, perché non intervieni? Non stare a guardare questa barca che affonda”. Un grido che si leva da diverse parti del mondo e tanti che fino a ieri pensavano di fare a meno della fede ancor meno di Dio si riscoprono credenti e pronti a volere “interrogare” il silenzio di Dio.  Assurdo forse. Di certo Dio non si fa incantare dalle promesse e non è paragonabile a una macchinetta dove si butta la monetina per avere la caramella. La fede è un atto di affidamento che richiede costanza, cammino, convinzione e conversione del cuore. “Dio dove sei?”, grida l’uomo della “fede a rate”, “Dove ti trovi, intervieni”. La risposta la immagino in una battuta “Sono dove mi hai lasciato l’ultima volta che ti ho soccorso. Sono dove mi hai rinchiuso per paura di dire agli altri, al mondo del perbenismo, che mi appartenevi”. “Sono dove mi hai archiviato tra i ricordi dell’infanzia e poi hai vissuto senza di me certo che io sono un bastone fra le tue ruote”. Dio sembra dire: “Sono dove mi hai abbandonato dopo l’ultima richiesta di aiuto e io non ti ho deluso. Sono dove non vorrei essere, nei silenzi, nell’indifferenza di una pseudo fede che era monotonia e non slancio d’amore puro”. In questi gironi si prega, si implora, si ha paura: il bollettino delle ore diciotto non risparmia nulla: cifre che annunciano “i positivi”, i morti e i guariti. Si sta a casa (non tutti), mentre le campane si incatenano in attesa dell’Alleluia del “Giorno dopo il Sabato”. La Pasqua arriverà e Dio frantumerà ogni sepolcro perché la rivoluzione dell’amore non conosce morte. Dio dove sei? La Risposta “Cercami nel tuo cuore. Sono ancora lì, perché senza il mio amore il tuo è solo un surrogato di fragilità”. Settimana Santa, giorni di silenzio e di riflessione. Solo gli innamorati dell’Amore sapranno cantare la bellezza di una Pasqua anomala ma la più vera che mai». (Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale)

Ph copertina:Nicolò Mannino

 

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Giuseppe Longo