Mascherine a Catania: obbligo e prese in giro

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Catania – Incredibile gioco delle parti, a Catania, tra la Regione Siciliana ed il comando della Polizia Municipale sull’ “obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici od aperti al pubblico”. Premetto, per i lettori che non lo sanno (perché “nascosto” pure dal “mio” quotidiano La Sicilia, informato per tempo) che il sottoscritto ha messo faccia e nome fin dal momento della emanazione della Ordinanza n.20/2020 nel “ribellarsi” all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Ritenendola non solo palesemente discriminatoria per i siciliani rispetto alla normativa nazionale (che tale obbligo esclude) ma pure illegittima e dannosa dal punto di vista sanitario. Tutto per una serie numerosa di ragioni, che vanno dallo art. 85 del TULPS (vietato travisare il volto) alla Convenzione di Oviedo ed ai diritti costituzionali sui “trattamenti obbligatori”, condivise anche da altri cittadini con una raccolta di firme telematiche. Praticamente subito sospesa grazie alla “precisazione” della stessa Regione (quindi del presidente Musumeci) che riportava tutto al buon senso di limitazione allo uso di questo odioso “presidio medico” (se non lo è, non serve a nulla). Purtroppo i 14 verbali elevati a Catania dai solertissimi poliziotti locali dimostrano due cose lapalissiane: primo che “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio”, specie delle nostre istituzioni farlocche e corrotte (lo scandalo siciliano di ieri ne è ultima riprova); secondo che tra leggi, DPCM di Conte, ordinanze dei suoi satrapi regionali ed interpretazioni vessatorie degli organi di polizia preposti .. questa è ancor peggio di una repubblica delle banane !! E lascio alla valutazione dei lettori su come la classifichino loro ..

Vincenzo Mannello

L’articolo sulla mascherina pubblicato da ” La Sicilia” di Catania