Il Sipario restaurato di Giuseppe Sciuti

Palermo – Una conferenza della Storica dell’Arte Laura Natangelo alla sala Onu del Teatro Massimo,riapre la discussione sui monumenti normanni e sulle preesistenze Romano-puniche a Villa Bonanno.

In effetti l’accurata opera di Sciuti che si servi’ della cartografia storica di S.Morso rivela non solo la ritualità’ bizantina dell’incoronazione di Ruggero II ma soprattutto il palazzo reale normanno alla Galka così’ come tramandano le fonti medievali, i monumenti arabo normanni più’ importanti sullo sfondo e infine la sorpresa:il Bolouterion d’epoca romana che fa da quinta alla corte e al luogo dell’Incoronazione!

Il Bolouterion o basilica circolare delle assemblee curiali viene ricordato solo in alcune mappe medievali urbane ma tutt’oggi gli scarsi scavi archeologici non ne hanno fatto riemergere le tracce. Eppure quello era proprio il luogo antico delle assise pubbliche!

Ecco come dalla storia dell’arte emerge il passato profondo. Il sipario del teatro Massimo dipinto da Giuseppe Sciuti e’ stato restaurato ai cantieri comunali della Zisa (sponsorizzato da privati)su progetto della Soprintendenza beni culturali e in particolare della restauratrice tessile Civiletto, gia’ componente del laboratorio di restauro tessile del Centro regionale per il restauro.

La conferenza della prof.ssa Natangelo, nel cartellone delle proposte dell’Ulite/Auser (Universita’ libera e Itinerante) in occasione dell’esordio delle manifestazioni della Settimana delle Culture, ha mirato a focalizzare gli aspetti simbolici del Sipario di Sciuti mettendo in risalto il parallelo dell’epoca di Ruggero II (L’incoronazione) con l’epopea dei Florio, sponsor del sipario e dello stesso teatro Massimo.

Vari simboli infatti richiamano l’epoca d’oro dei Florio con “I Leoni”,i Triunfi di Palermo (tra essi anche il Trionfo della Morte di palazzo Abatellis) la neoclassicita’, i mosaici di villino Florio all’ Arenella.

Il restauro e’ stata un ottima occasione per mettere a fianco le competenze dei restauratori con gli sponsor privati che hanno realizzato un connubio virtuoso che dovrebbe essere la strada maestra per il futuro dei beni culturali siciliani. Ieri i Florio oggi le start up che crescono di giorno in giorno. In piuì’ sottolineo che il restauro e’ riuscito a porre in chiaro questioni pittoriche-cartografiche che la ricerca archeologica ufficiale non aveva focalizzato^

Claudio Paterna

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