Palermo partecipa all’anno raffaellesco

Palermo – Il V Centenario della morte di Raffaello Sanzio non poteva lasciare indifferente la citta’ di Palermo,dove il sommo pittore non giunse mai,ma a cui dono’ uno dei suoi piu’ splendidi capolavori “Lo Spasimo di Sicilia”.

Palazzo Abatellis in questi giorni della “Settimana delle Culture” ha ospitato invece un opera indirettamente collegata Raffaello ma di eguale fascino.Parliamo dell’arazzo “Anias e Saphira” che conclude degnamente le celebrazioni del grande pittore rinascimentale.

L’opera infatti e’ stata realizzata da valenti tessitori di arazzi( fiamminghi)sul cartone originale realizzato da Raffaello,e l’opera e’ giunta a Palermo attraverso il mecenatismo di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona che da qualche anno s’impegna a valorizzare i beni storico-artistici della citta’.

La direttrice dell’Abbatellis,la Galleria regionale della Sicilia,Evelina De Castro, ha concordato col mecenate romano e col Comune di Palermo, il trasferimento dell’opera tessile nella sala adiacente il grande affresco del “Trionfo della morte”,dotandola dei supporti visivi necessari e di un catalogo che illustra la temperie culturale raffaellesca in citta’.

Raffaello infatti ebbe numerosi seguaci in Sicilia che seguirono il suo stile e l’Abatellis conserva opere di questi seguaci.

Tra essi ricordiamo Antonello Crescenzio,Polidoro da Caravaggio,Vincenzo da Pavia ,poi Bugiardini, Mezzarisa ed altri.

Addirittura il maestro Pietro Novelli guadagnera’ l’appellativo di Gran “Raffaele” di Sicilia per suggellare il legame che supera il periodo barocco(Anche padre Fedele da san Biagio e’ un imitatore di Raffaello).

Certo tutto nasce dallo Spasimo di Sicilia che ebbe decine di imitatori in tutte le province siciliane, e tuttavia solo nella chiesa omonima il grande Antonello Gagini realizzo’ attorno alla cornice un monumento marmoreo che tutt’oggi si puo’ ammirare per l’impegno e la volonta’ di ricercatori come Maria Antonietta Spadaro che ne hanno ritrovato le parti sparse e rimontate di sana pianta!

L’opera magna come si sa fu donata al re di Spagna ,in spregio a qualsiasi considerazione per la citta’ ,dal superiore dei padri olivetani a meta’ del XVI sec.,e oggi si trova in bella vista al museo del Prado di Madrid,malgrado da anni se ne richieda il ritorno o la visibilita’ temporanea d’essa!

Ma anche gli artisti fiamminghi degli arazzi(Bernard Van Orley,Pieter Coecke ed altri) hanno lasciato numerose tracce negli arredi tessili sacri della sicilia,soprattutto nell’area centro-meridionale,dove simboli e storie evangelico-bibliche sembrano imitare l’arte raffaellesca.

Il Rotary Club Palermo est che ha partecipato alla promozione dell’evento culturale dell’Abbatellis(dopo la presentazione del restauro a Roma,a Palazzo Poli) sottolinea che l’arazzo realizzato a Bruxelles nel XVI sec.deriva dalla serie di arazzi che papa Leone X commissiono’ per la Cappella sistina e lo stesso sodalizio si propone di realizzare una mostra con altri arazzi di valore conservati in Sicilia(tra essi quelli di Marsala in fase di restauro presso l’Oratorio dei Bianchi o quelli di Villa Whitaker,pure fiamminghi ma non di derivazione raffaellesca).

La Sicilia possiede ottimi restauratori del tessile e degli arazzi,( gia’ il Centro regionale per il restauro negli anni passati ha realizzato ottimi lavori sotto la direzione della prof.ssa Nucci)e la stessa Galleria Abatellis ha un ottimo laboratorio di restauro sempre in attivita’ e non solo per il tessile,tutto cio’ a garanzia di un futuro occupazionale per tanti giovani che vogliono avviarsi a queste professioni(vedi il corso di laurea specifico).

L’arazzo dell’Abatellis restera’ in mostra fino al 7 gennaio 2022 e nel periodo di esposizione la Galleria ha predisposto una serie di incontri culturali su figure prestigiose che hanno arricchito la divulgazione dei beni culturali;L’ultimo evento quello dedicato a Sciascia nella suo sfida “militante” di scrittore per la salvaguardia del restauro del trionfo della morte.

Claudio Paterna