Nella città di Padre Pio pronta l’ambasciata dell’Alba…

Monreale (PA) – «Fervono i preparativi nell’Istituto Superiore Statale “Luigi Di Maggio” in attesa che il trenta ottobre arrivino in città – a San Giovanni Rotondo, luogo di grande spiritualità francescana col timbro della santità di Padre Pio – Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, rispettivamente presidente e vice presidente del Parlamento della Legalità Internazionale.

Il Dirigente Scolastico Rocco D’Avolio, reduce di un successo che ha condiviso con tutta la sua scuola e cioè il conferimento dell’Oscar dell’Onestà, ritirato lo scorso quattro settembre a Monreale in occasione del V Convegno del Parlamento della Legalità Internazionale, ha già programmato nei dettagli una giornata che passerà alla storia. Una di quelle che vede protagonisti i giovani, gli studenti, loro, le vere personalità che fanno della scuola “una autentica palestra di vita”. 

E così sabato trenta ottobre sarà inaugurata l’Ambasciata dell’Alba a firma del Parlamento della Legalità Internazionale, a seguire la presentazione del libro “Faremo urlare le pietre”, un testo unico e singolare nato dopo un confronto di due anni fa con Nicolò Mannino il quale – entrando nel cuore degli alunni e alunne riuniti in aula magna – al termine di una meravigliosa conferenza ha ricevuto un fiume di lettere che sintetizzavano quanto di più vero e di bello stava rannicchiato nel cuore dei giovani. Con il “sì” degli studenti ecco che il Dirigente Scolastico Rocco D’Avolio ha dato il via alla stesura di un libro che ha un titolo che dice tutto “Faremo urlare le pietre”.

Il testo sarà consegnato ai destinatari proprio sabato trenta ottobre quando dalla sede di Presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale, sita a Monreale, Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco (che ha curato la conclusione del testo) saranno fra gli studenti e con loro “sveglieranno l’aurora”, proponendo un cammino culturale che educa alla solidarietà e all’amore vero verso quanti sono stanchi di tirare pietre verso gli altri dimenticando di “non guardare mai la pagliuzza nell’occhio del fratello ma prendere coscienza della trave che ognuno porta nel suo modo di agire”». 

Giuseppe Longo