L’archeologia unisce Sicilia ed Egitto,parola di Zahi Hawass

Casteldaccia (Pa) – Lo abbiamo incontrato a Casteldaccia,presso il centro congressi della vini Corvo, nei giorni scorsi per il convegno a lui dedicato sulle iniziativa per il centenario della scoperta della tomba di di Tutankhamon in Egitto.

Parliamo di di Zahi Hawass conosciuto in tutto il mondo per aver portato alla ribalta televisiva i capolavori della civilta’ egizia e le scoperte piu’ recenti che capovolgono le notizie in nostro possesso.

La rivista Paradossi e il direttore Giovanni M.Falcone hanno organizzato un convegno che restera’ negli annali per aver coinvolto Archeologia e Antropologia in un unica sessione di studi condotta oltreche’ da Hawass anche da Annamaria Amitrano dell’Universita’ di Palermo.

Nel corso del suo intervento supportato da immagini recenti,l’archeologo egiziano ha parlato delle iniziative che anche in Italia si svolgeranno in occasione del Centenario della grande scoperta nella “Valle dei Re”, e oltre Torino (sede del piu’ famoso museo egizio), toccheranno anche la Sicilia con un opera lirica dedicata a Tutankhamon realizzata proprio da due giovani musicisti catanesi che lo stesso Hawass sponsorizza per la prima dell’opera al Cairo.

“Vogliamo andare oltre gli stereotipi dell’Aida-ha detto Hawass-e’ tempo che la musica esalti altri grandi personaggi dell’antico Egitto, e io ho trovato questi due bravi musicisti siciliani le cui armonie mi hanno affascinato” .

L’archeologo ha parlato anche della preziosa “Stone of Palermo” (la Pietra di Palermo) conservata al museo archeologico di Palermo insieme ad altri reperti della civilta’ egizia che illustrano cripticamente le prime dinastie dei faraoni egiziani,fatto rarissimo,ma non sufficientemente valorizzato in Sicilia rispetto al museo di Torino che dedica una intera sala a questa “Pietra”.

Su questa problematica era nata due anni fa una collaborazione tra Zahi Hawass e Sebastiano Tusa,purtroppo interrotta dalla prematura scomparsa dell’archeologo siciliano, e tuttavia da parte egiziana c’e’ sempre la volonta’ di proseguire quella collaborazione(non si dimentichi che esiste un progetto a Catania per realizzare un museo egizio,utilizzando in parte taluni reperti del museo di torino ma soprattutto per esaltare il legame tra la patrona Sant’Agata e il culto di Iside,di cui in Sicilia sono state ritrovate numerose tracce).Va aggiunto che l’isola ha avuto grandi studiosi della civilta’ egizia come Donadoni,Sfameni-Gasparro e Bent Parodi ,i cui interventi assieme a quelli di altri sono stati raccolti in un recente volume miscellaneo edito dall’Assessorato regionale Beni Culturali.

Ma per tornare al convegno di Casteldaccia,promosso dall’ente Citta’ Metropolitana di Palermo(Hawass ha incontrato il giorno prima il sindaco Orlando,le autorita’ accademiche e il presidente dell’ARS,Micciche’),ebbene le recenti scoperte in Egitto sono state argomentate da Hawass come testimonianze decisive nello svelare l’antichissimo culto dei morti e delle sepolture,culto alla base di numerosi codici geroglifici scoperti,ma anche alla base di tante tradizioni orali dei popoli africani(si pensi al volume Atena Nera)che in varie forme si sono diffuse nel mondo occidentale.

Di questo ha parlato la docente di Antropologia Culturale Annamaria Amitrano,dell’Universita’ di Palermo,richiamando “La festa dei Morti” del 2 novembre(Anche in Messico si svolge qualcosa di simile),i banchetti funebri,i regali ai fanciulli,la fiera dei Morti e infine la cosiddetta patrofagia rituale che vede nei “pupi di zucchero” il momento culminante di una antichissima tradizione mediterranea.

Coincidenza ha voluto che contemporaneamente al convegno di Casteldaccia si svolgesse al teatro Biondo di Palermo la rappresentazione teatrale “Pupo di zucchero” allestita da Emma Dante su un canovaccio tradizionale tratto dal folklorista e scrittore secentesco Basile,autore del Cuntu di li Cunti!

Claudio Paterna

Zahi Hawass
Zahi Hawass



Annamaria Amitrano