Il senso del cavalierato oggi: Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco sono Cavalieri di Malta O.S.J.

Monreale (PA) – Il senso del cavalierato oggi: Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco sono Cavalieri di Malta O.S.J.

«Sono rientrati da Taverne (RC) con un titolo onorifico di alto spessore culturale e non solo portando con loro l’abbraccio della grande realtà dei Cavalieri di Malta O.S.J. al termine di una investitura che si è celebrata nella splendida Chiesa Monumentale di San Domenico. Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, rispettivamente presidente e vice presidente del Parlamento della Legalità Internazionale hanno così ricevuto un’alta onorificenza che allegata a un curriculum di tutto rispetto (Nicolò Mannino annovera ben 23 cittadinanze onorarie, diversi Premi Culturali e più di venticinque libri, mentre Salvatore Sardisco ha già ottenuto ben sette cittadinanze onorarie il prestigioso Premio Internazionale “Servire in Caritate” e la Laurea Honoris Causa rilasciata dalla prestigiosa Università Telematica ISFOA) fa dei due pilastri culturali del Parlamento della Legalità Internazionale un vero punto di riferimento per una cultura che sa di riscatto della nostra terra. A presentare Nicolò Mannino E Salvatore Sardisco è stato l’Avvocato Cassazionista Maurizio Branchicella che da tempo condivide il cammino del movimento che vede come guida spirituale monsignor Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale, e che nell’ordine dei Cavalieri riveste il ruolo di Priore d’Italia del Gran Priorato della Santissima Trinità di Villadieu del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Cavalieri di Malta O.S.J. Il senso del cavalierato oggi, in era moderna l’ha ben definita fra Gaetano Iacobucci (già punto di riferimento della spiritualità francescana negli anni duemila nella prestigiosa Basilica di Sant’Antonio a Roma a due passi dalla Pontificia Università’ del Laterano – Città del Vaticano, e amico del professore Nicolò Mannino). “Siamo chiamati a difendere la fede – ha detto fra Gaetano ai cavalieri presenti – con la testimonianza di vita, con le opere di carità da vivere nel silenzio e nel raccoglimento della preghiera. La spada non serve per fare crociate ma ci richiama ad essere promulgatori e difensori di una fede che ci interpella al servizio e a soccorrere, come i cavalieri di ieri, chi è provato dalla malattia, dalla solitudine e dallo sconforto. Ecco il senso del cavalierato oggi, ecco la vocazione alla quale siamo chiamati”. Parole di gratitudine e di riconoscenza sono state espresse da Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, durante la conviviale, a tutti i componenti di questa realtà cavalleresca che ha tracciato un cammino di servizio e di fede in un mondo spesso indifferente al dolore del prossimo». 

Giuseppe Longo