Nuovi percorsi culturali tra Africa e Sicilia

Crossing africa, oriri, between land and sea, university corridors for refugees..quattro iniziative culturali in corso a palermo che ispirano le catene di scambio dei saperi tra genti lontane!

Palermo – A Palazzo Sant’Elia la mostra Crossing Africa, in collaborazione con la Fondazione Orestiadi di Gibellina, che prosegue idealmente nell’altra in corso, ORIRI, il percorso fotografico di una metamorfosi culturale realizzata da Francesco Bellina e Luca Santese.

Due percorsi culturali questi che dagli abiti, dalle sculture, dai preziosi gioielli realizzati nell’Africa del nord ci portano alle culture subsahariane del Ghana, Benin e Nigeria che pure in un lontano passato furono legate tra loro dal Rinascimento afro-arabo dei regni Songhai(XII-XIII sec.): fu tale l’apporto dell’oro africano all’Egitto dei Mamelucchi che saltarono tutti gli equilibri dei mercati mediterranei (stati crociati,impero bizantino,repubbliche marinare,stati europei ecc.) e i regni africani precoloniali sbalordirono per la loro ricchezza!

Una sfida culturale anche per il Sistema di apprendimento in Italia, laddove le conoscenze storiche e geografiche,la cognizione di Spazio e Tempo, vanno sostanzialmente riducendosi per la scarsa considerazione in cui vengono tenute rispetto ad altre discipline scolastiche.

Quella antica “ricchezza” , oggi di energie culturali soprattutto, la ritroviamo nel percorso fotografico realizzato all’incontrario (rispetto ai flussi di immigrati) da Francesco Bellina, che dal popolare quartiere di Ballaro’ , a Palermo, (dove risiede una popolosa comunità’ ghanese-nigeriana) è’ andato prima nel Nordafrica , poi passando da Timbuktu , e’ giunto fino al Ghana per scoprire cosa di profondo legasse quei popoli alle loro radici!

Si scoprono rituali sincretistici (commistioni religiose tra cristianesimo, l’Islam e l’ebraismo) con le culture “animiste” locali legate ai cicli della Natura (la pioggia, il culto dei Morti, i legami con gli oggetti di culto), e sebbene le chiese locali , rette dalla figura sacrale del Pastore, rifuggano dai rituali magici di possessione e dai generici Vodoo, c’è’ chi in malafede pratica questi riti per legare a se’ con un giuramento coloro che emigrano.

In effetti le foto di Bellina spaziano verso la triste realtà’ dei profughi, dello sfruttamento della prostituzione, della miseria assoluta delle loro abitazioni e si collocano sul piano della denuncia sociale!

Il festival internazionale “Between Land and Sea” si è’ mosso sullo stesso ordine di idee: coinvolgere artisti, artigiani, migranti , cittadini di Palermo, Tunisi, Brema, Berlino, Bamako e Dakar nello scambio di “opere” artistiche e materiali scenici che convergessero verso una nuova centralità’ mediterranea.

Va dato atto al Comune di Palermo, allo Studio Rizoma, alla Biennale d’arte di Tunisi e ad Allianz Kulturstiftung di aver realizzato a fine ottobre in luoghi diversi di Palermo l’eco di comuni tradizioni culturali; così come va dato atto a UNIPA , negli stessi giorni, di aver reso operativo il progetto University Corridors for Refugees (Core), promosso dall’Alto Commissariato per le Nazioni Unite, per l’immissione gratuita di studenti etiopi nei corsi di Laurea di Ingegneria gestionale dell’ateneo palermitano.

Claudio Paterna