Italian Urbex,un progetto di riscoperta dei luoghi dimenticati

Intervista a Cristiano La Mantia, responsabile progetto Sicilia.

Palermo – Lo abbiamo incontrato per le Vie dei Tesori che faceva da guida ai visitatori dell’ex Manifattura Tabacchi di Palermo.

Lui trentenne originario di Catania e’ entusiasta di far conoscere quei luoghi che un tempo furono eccellenze e poi finiti nel dimenticatoio. Un patrimonio vasto e irrecuperato, in gran parte archeologia industriale di valore, oggi ripiego per rave party o discarica a cielo aperto!

Da alcuni anni insieme ad altri amici fotografi di tutta Italia Cristiano si reca sui luoghi segnalati, li fotografa con le tecniche del caso, li segnala alle Soprintendenze e agli enti locali affinché’ almeno li “mettano in sicurezza” , sia per l’incolumità fisica del visitatore avventato sia per il razziatore di turno in cerca di cimeli…

Nascono così i due Progetti “Paesi fantasma-viaggio tra i più’ bei borghi abbandonati d’Italia” e “Italian URBEX “ appunto ,che annovera ben cinque località’ siciliane attenzionate(Borgo Schiro’,Massa San Nicola, Borgo Guttadauro, Poggioreale antica e villaggio Eras) tutti sparsi tra Monreale,valle del Belice e piana di Catania.

I progetti sono riassunti in due volumi diversi (nelle immagini) che ci guidano attraverso planimetrie, foto e cenni storico- geografici alla ricerca di un patrimonio storico-culturale che in altri paesi sarebbe stato oggetto di interventi di recupero edilizio:” un patrimonio disperso- ci dice -neanche vincolato dalle Soprintendenze che ci viene segnalato da estimatori locali che tuttavia nulla possono fare per la salvaguardia se non denunciare”.

Ma ritenete che pubblicizzando i luoghi si possa più’ agevolmente intervenire? – “ Il concetto non è’ quello di pubblicizzare poiché’ teniamo i luoghi in modo nascosto anche se portiamo le loro bellezze attraverso le foto che scattiamo. Chi vuole salvaguardarli ci contatta in tutta Italia e noi li guidiamo nei sopralluoghi.. Contemporaneamente segnaliamo agli enti di tutela dello Stato”.

Ma trovandoci proprio nell’ex Lazzaretto dell’Acquasanta, poi divenuto Manifattura Tabacchi nel 1866, non pensi che anche l’ente locale dovrebbe intervenire con progetti mirati al recupero di spazi urbani?: ” Certo qui’ e’ ancora più’ evidente la questione recupero rispetto ai Borghi sperduti . E si pensi pure all’ex Chimica Arenella accanto al cimitero dei Rotoli. Si pensi alle concerie lungo il fiume Oreto. Tutti luoghi che conservano un loro antico fascino,memoria del lavoro (qui’ lavoravano fino a 900 operaie), musei di se stessi come lo sono oggi le Ciminiere di Catania, ma possibili hub, luoghi di ritrovo, laboratori artigiani…”..

Mentre intervistiamo La Mantia ci giunge notizia dell’arrivo di un funzionario della Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria dell’ex Manifattura.

Le voci si rincorrono: il PNRR forse potrebbe destinare 15 milioni di euro per l’avvio del recupero. Una buona notizia certo. Ma i privati che aspettano a intervenire in larga scala su Borghi,masserie,ville aristocratiche abbandonate?

Diamo una sguardo nei dintorni e vediamo Villa Belmonte che da anni aspetta la riapertura dopo i restauri. Poi ricordiamo la passeggiata vicina alle antiche fornaci Majorana con le cave di tufo sottostanti, le cave di calcare per la calce, i pozzi profondi,le villette liberty. E’ un paesaggio storico da salvaguardare che forse le guide turistiche possono aiutare a farlo conoscere.

Claudio Paterna