Sicilia e Spagna rinnovano i loro legami culturali

L’Istituto Cervantes di Palermo al centro di iniziative culturali di carattere storico e artistico.

Palermo – Valencia e Madrid sono lontane da Palermo eppure la Cultura le unisce in questi giorni nel nome del mare Mediterraneo e della grande pittrice rinascimentale Sofonisba Anguissola .

Avevamo intravisto la direttrice dell’Istituto Cervantes di Palermo, Beatrice Hernanz Angulo,

già’ il 27 ottobre in occasione della presentazione all’Universita’ del libro “ Campi magnetici ” di Manuel Borja-Villel, direttore del Museo nazionale Rejna Sophia di Madrid.

Poi all’inaugurazione della mostra allestita dal Cervantes in onore del poliedrico artista Miguel Gullem col titolo “Mediterraneo che unisce”, (fino al 16 dicembre 2021) , esemplificazione pittorica, sonora e fotografica del rapporto tra la città’ di Valencia e Palermo . Tutto nel segno del mare, dei suoi colori, della sua ricchezza ambientale.

Ma il momento più’ felice delle iniziative del Centro culturale spagnolo (che ha sede a Sant’Eulalia de Catalani in via Argenteria) e’ stato il 17 novembre alla Chiesa di San Giorgio dei Genovesi per il gemellaggio culturale tra Sicilia e Spagna nel nome di Sofonisba Anguissola.

La pittrice rinascimentale e’ infatti sepolta in questa chiesa palermitana e già’ da alcuni anni l’UCAI, associazione artisti cattolici, e oggi la Fondazione Federico II presentano l’artista in un crescendo di interessi storici e artistici tra Sicilia e Spagna !

In effetti è’ toccato a Leticia Ruiz Gomez, direttrice del museo del Prado di Madrid ,ove sono conservate alcune opere della pittrice italiana(anche la grande opera di Raffaello “Lo Spasimo di Sicilia”) , presentare le ricerche su Sofonisba e l’altra grande pittrice italiana di Corte, Lavinia Fontana.

La Anguissola sposata col nobile siciliano principe Moncada e poi con un devoto commerciante genovese ( che la volle appunto seppellire a Palermo ), fu invitata in Spagna nella seconda meta’ del XVI per la formazione artistica dei figli del Re Filippo II.

Lei cremonese di origine, formatasi alle arti liberali da un padre mecenate, non seppe resistere alla voglia di offrire i suoi saperi artistici a chi la invitava.

E sia in Spagna e poi in Sicilia, nella dimora del principe Moncada tra Caltanissetta e Paterno’, seppe perseguire la propria missione didattica e creativa per l’arte pittorica.

Oggi ammiriamo solo una sua opera in Sicilia, a Paternò’, ma in Italia e Spagna sono state realizzate varie mostre delle sue opere e ci auguriamo che la nostra Galleria Abatellis o la Fondazione Federico II possano fare altrettanto nel dedicare a questa donna speciale una mostra tematica.

Sarebbe comunque un segno tangibile di continuità’ dell’amicizia secolare tra Sicilia e Spagna che ebbe tra il XIII e il XVIII secolo momenti di grande simbiosi.

Tutto questo il Cervantes di Palermo tenta di sviluppare.

Claudio Paterna