Felsa Cisl Messina: eletti i delegati al Congresso regionale

La principale sfida della Felsa resta la precarietà. Il coordinatore provinciale Francesco Polizzotti: «Avviati progetti accanto ai liberi professionisti possessori di partita iva, smartworkers, riders e freelance»

Messina – Si è conclusa con la nomina dei delegati al Congresso regionale della federazione la seconda Assemblea territoriale della FELSA CISL Messina, organizzata dal coordinatore uscente Francesco Polizzotti e svolta alla presenza del Segretario provinciale della Cisl Piero Allegra in rappresentanza del Segretario generale Nino Alibrandi. L’Assemblea territoriale è stata occasione per confrontarsi sulle problematiche legate alle tipologie di lavoro presidiate dalla federazione che si occupa di somministrati, autonomi, atipici, freelance e partite Iva all’interno della Cisl.

L’assemblea si è sviluppata attorno al tema della confederalità. “L’intuizione della CISL di rappresentare il lavoro atipico è più che ventennale, e trova proprio nella nostra federazione quell’elemento di attrazione rispetto a tipologie di lavoro, spesso precarie e a tempo, con le quali è importante saper avviare un’interlocuzione, tracciando assieme un percorso di rappresentanza dinamico e corrispondente alle nuove necessità di questi lavoratori e lavoratrici, adattando, se necessario, la nostra federazione ai nuovi bisogni e alle nuove professioni” ha affermato Francesco Polizzotti coordinatore uscente della FELSA CISL Messina durante la sua relazione.

Questi mesi, attraversati dall’emergenza sanitaria, hanno costretto le forze sindacali ad incalzare il governo perché si adoperasse con misure straordinarie e dedicate alle categorie più esposte dalla perdita di lavoro e dalla riduzione della produzione. Gli ammortizzatori sociali se per alcune realtà lavorative potevano rappresentare una procedura automatica per altre ha significato richiamare l’attenzione del Governo perché provvedesse ad erogare risorse nuove, sufficienti ed immediate.

La principale sfida della Felsa resta la precarietà, si legge tra le righe della relazione del coordinatore. Non solo garantendo rappresentanza ai lavoratori che comunque un abito contrattuale ben definito ce l’hanno ma anche alle nuove professioni. In questo senso la Felsa ha avviato progetti accanto ai liberi professionisti possessori di partita iva, smartworkers e freelance con l’associazione vIVAce, partendo dalla battaglia sull’equo compenso e la richiesta di attuazione del Job Act degli autonomi, per citare due iniziative portate avanti dall’inizio. Non ultimo, interloquendo con le piattaforme delivery, avviando nei territori progetti pilota, come quello tutto messinese tra la Felsa Cisl e la Fit Cisl provinciale.

Un progetto che nasce dalle esigenze dirette dei riders, dall’ascolto e dall’interlocuzione non finalizzata ad alcuna strumentalizzazione ma avendo a cuore la dimensione sociale di questi lavoratori.

“Ho deciso di iscrivermi alla Felsa perché volevo sentirmi parte di un sindacato, avere informazioni continue sul mio lavoro e sui diritti che mi spettano” ci tiene a dire Micaela, collaboratrice domestica assunti con contratto di somministrazione. “Non sapevo che mio marito avesse diritto a tutte queste prestazioni e solo la Felsa ce ne ha parlato” aggiunge Giusy, moglie di un lavoratore sempre in somministrazione. “Un giorno mi viene proposto di rappresentare il gruppo di lavoratori inseriti come me in una struttura socio-sanitaria. Devo dire che inizialmente avevo qualche resistenza, non tanto per la possibilità di aiutare i miei colleghi nei rapporti aziendali e con l’Agenzia per il lavoro, quanto per le mie capacità. Non credevo di poter corrispondere alle caratteristiche di chi potesse fare sindacato”, Lilla Maria, Rsa Felsa Cisl Messina presso la Casa di Ospitalità di Collereale di Messina.

“Ho svolto il mio lavoro di libero professionista ricevendo dalla Felsa Cisl tutte quelle informazioni necessarie perché non perdessi il treno dei sostegni previsti dal governo durante il lungo lockdown. Seppure la rete e i social tendano a fornire tempestivamente informazioni e articoli giornalistici dedicati, trovare un operatore dedicato alle mie esigenze mi ha motivato a stare con la Felsa Cisl”, ricorda Paolo freelance in gestione separata. “La Felsa Cisl e chi se ne occupa mi ha permesso di non perdere l’indennità del Sostegno al Reddito a seguito della mia disoccupazione. Ho apprezzato molto il rapporto interpersonale e il sincero interesse da parte della federazione” ci tiene a sottolineare Orazio, lavoratore musicista stagionale. “Da tempo sto pensando di avviare la partita iva. Sono una iscritta Cisl in cassaintegrazione ma vorrei sperimentarmi in un nuovo percorso. Da stasera so di non restare sola davanti a questa prospettiva” dice Nancy di Milazzo.

 Un’azione che caratterizza poi la Felsa Cisl è quella di orientare al lavoro soprattutto coloro che si trovano al termine di un percorso di studi. Un lavoro di tessitura che non prevede procedure standardizzate ma iniziative e percorsi spesso individualizzati. “Ascoltare un giovane significa “confezionare un abito su misura”, sottolinea Polizzotti, “offrirgli un’attenzione particolare affinché possiamo rispondere a tutte le sue domande di conoscenza, informazione e sul senso del lavoro. Significa collegarlo strettamente con la conoscenza di sé stesso”.