I rapporti culturali tra Sicilia e Cina nell’anno del turismo cinese in Italia(2022)

Intervista a Paolo Valentini della segreteria tecnica dell’Assessorato regionale Beni Culturali

Palermo – Doveva svolgersi nel 2020 l’anno del turismo cinese in Italia ma la pandemia ha bloccato tutto; ed ecco che l’avvenimento e’ stato spostato al 2022 con la Sicilia che farà’ da protagonista con un programma di iniziative culturali che l’Assessore Alberto Samona’ ha illustrato sinteticamente il 15 novembre nella sede della Biblioteca Centrale della Regione.

“Anzitutto verrà’ posta in rilievo la figura di Prospero Intorcetta, missionario gesuita da Piazza Armerina ” –Spiega Paolo Valentini della segreteria tecnica dell’Assessore -“ il quale per primo tradusse in latino le opere del grande filosofo cinese Confucio. Una operazione culturale di grande valore insieme agli sforzi che condussero i missionari nel diffondere il Vangelo, adeguandolo tuttavia alle tradizioni sacre cinesi, quali il culto degli antenati. Vi fu un grande dibattito nella Chiesa Cattolica a riguardo e i missionari siciliani agirono in continuita’ con l’opera di Matteo Ricci che sosteneva con vigore un “adeguamento” sincretistico ma che col tempo fu abbandonato dalla chiesa ufficiale, sebbene oggi torni d’attualita quell’insegnamento “.

Ma la mostra preannunciata su quali reperti potrà’ contare nello specifico?

“Copia del Sinarium Scientia politica-moralis si trova proprio alla Biblioteca regionale già’ esposto nel passato, ma nel 2022 la Biblioteca diretta da Carlo Pastena si incarichera’ di realizzare una mostra retrospettiva sui rapporti culturali tra Sicilia e Cina utilizzando i reperti lasciati in eredità’ dall’antico museo Salnitriano dei Gesuiti. Saranno probabilmente tre i libri di Intorcetta in esposizione ed altri strumenti scientifici di cui si avvalsero i Gesuiti nell’opera di penetrazione religiosa e culturale nella Cina imperiale del XVII sec.”

E su quali altri argomenti si svilupperà’ il programma di iniziative?

“ Certamente sul filone della Via della Seta, argomento importante per la storia economica della Sicilia in quanto il prezioso “ baco ” fu importato dagli arabi in Sicilia nel X sec .che lo avevano importato a loro volta dalla Cina. Ma esistevano già’ rapporti tra l’isola e l’estremo oriente al tempo dell’emirato Kalbita (lo scrive Henri Bresc) , durati fino all’epoca di Federico II; e poi si ricordi la tavola geografica di Al Idrisi nel suo grande compendio, il Kitab , del XII sec. ancora inedito in gran parte ”.

L’iniziativa del 15 novembre e’ stata realizzata in collaborazione con Confimprese di Palermo e con l’Ufficio Nazionale del Turismo cinese( PR & Marketing ).

Per il 2025 anno del Quattrocentesimo della nascita di Prospero Intorcetta la Confimprese propone un itinerario mirato sui luoghi del missionario originario di Piazza Armerina e le tracce del lungo rapporto tra Sicilia e Cina: la coltivazione e produzione della seta dal Tiraz di Palermo ai telai del messinese(purtroppo dismessi agli inizi del 900 per la concorrenza dei setifici del norditalia) , la produzione delle prime paste alimentari della Trya nel casale di Trabya , la conoscenza delle architetture orientali e delle “ cineserie ” quali le porcellane cinesi conservate negli arredi privati delle famiglie aristocratiche siciliane e così via….

Claudio Paterna