I musei archeologici siciliani luoghi d’arte contemporanea: Francesco Messina al Salinas e Mitoraj nella valle dei Templi, due esempi per un grande futuro della fruizione turistica

Palermo – Ha cominciato proprio Mitoraj in Sicilia e a Roma per essere subito seguito da Anne e Patrick Poiren a Ostia antica, Pistoletto con la “Venere degli stracci”, poi la collettiva annuale di artisti nel borgo calabrese di Squillace…ed ecco diffondersi nel nuovo millennio la cultura di unire passato e presente in un unica esposizione: i beni culturali ritrovano cosi’ il grande pubblico di non specialisti.

Le mostre di questi giorni allestite per Francesco Messina, grande bronzista al Salinas di Palermo insieme a quella per Bill Viola a Palazzo dei Normanni e agli spazi fotografici, che mettono in relazione l’arte antica col Bello contemporaneo(aggiungo le foto Morello a Palazzo Branciforti e le idee espositive di Valsecchi a Palazzo Butera), sono solo un esempio di quanto stia cambiando anche in Sicilia il concetto di “ fruizione ”.

Prima, unire i due stili era considerato tabù’ dagli specialisti di settore , oggi ci sono prestigiose università’, come quella di Pisa, che organizzano corsi di formazione per insegnare attraverso video, foto e allestimenti di vetrine espositive come l’arte contemporanea possa creare un mix invitante per tutti!

Nel caso del Salinas sono 18 opere del grande scultore siciliano, originario di Linguaglossa , che “ affrontano ” e valorizzano i capolavori in marmo, in argilla e pietra calcarea conservati nella collezione permanente del museo archeologico (Peccato sia visibile solo il piano terra di questo grande e famoso Museo!), creando un fascinoso connubio che già’ i bronzi di Mitoraj generano nel visitare la valle dei templi di Agrigento.

Poi ci sono tentativi sperimentali come quello del teatro Andromeda a Santo Stefano o le installazioni di Antonio Presti; ma questi non investono direttamente i capolavori del passato come si sta facendo adesso a Palermo per Francesco Messina e Bill Viola, o a Roma al Colosseo con la cura di Lorenzo Benedetti; e allora avanti nel rivitalizzare la vita dei nostri musei e aree archeologiche con la presenza di scolaresche e artisti che poi creano a loro volta piccoli laboratori!

Non si può’ negare che Alberto Samona’, assessore protempore, amante di entrambi gli stili , non stia promuovendo questo connubio; ma sicuramente le Accademie di Belle Arti e i licei artistici siciliani stanno realizzando un sogno che da decenni si ipotizzava superando gli scetticismi degli archeologi di mestiere.

Didattica dell’arte (sia essa pure ampliata alla musica, al teatro, e alle arti figurative) dunque aperta alla sperimentazione degli allievi… ma quale grande dono ai nostri beni culturali, taluni spesso dimenticati o nascosti tra i cespugli!

Claudio Paterna